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Martedì, 30 Novembre 2021
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Manduria: fuga per la libertà e disordini, a centinaia scappano dal campo

MANDURIA - Resta altissima la tensione attorno alla tendopoli di Manduria, al termine di una giornata segnata da una nuova fuga di massa. Centinaia gli immigrati che si sono lasciati alle spalle il cancello di ingresso, preso d’assalto e sfondato, per poi proseguire a piedi verso Oria, nel tentativo di far perdere le loro tracce o di salire sul primo treno utile verso il nord. Dopo aver forzato la recinzione della tendopoli, molti migranti uscendo per strada si sono uniti, al grido “libertè”, ai manifestanti dello Slai-Cobas e della Cgil di Brindisi, in presidio di solidarietà dinanzi all’ingresso del Centro, dove si sono verificati anche alcuni disordini.

MANDURIA - Resta altissima la tensione attorno alla tendopoli di Manduria, al termine di una giornata segnata da una nuova fuga di massa. Centinaia gli immigrati che si sono lasciati alle spalle il cancello di ingresso, preso d'assalto e sfondato, per poi proseguire a piedi verso Oria, nel tentativo di far perdere le loro tracce o di salire sul primo treno utile verso il nord. Dopo aver forzato la recinzione della tendopoli, molti migranti uscendo per strada si sono uniti, al grido "libertè", ai manifestanti dello Slai-Cobas e della Cgil di Brindisi, in presidio di solidarietà dinanzi all'ingresso del Centro, dove si sono verificati anche alcuni disordini.

Tutto è accaduto tra le 18 e le 18,30. La fuga dalla tendopoli è partita dal "campo 2", dove sono stati collocati buona parte degli oltre 1.600 immigrati trasferiti da Lampedusa. Nel 'campo 2' ci sono solo le tende, sono carenti i servizi igienici, non esiste una mensa e gli immigrati mangiano per terra, seduti sulle pietre, mentre ci sono ovunque buche e cumuli di pietrisco da utilizzare per completare i lavori della struttura. Anche la modesta recinzione che divide i due campi che compongono la tendopoli è stata in più punti aperta. Numerosi immigrati hanno lamentato scarsità di cibo e acqua, e hanno anche denunciato presunti episodi di maltrattamenti.

Dal punto di vista dell'ordine pubblico si teme che la situazione possa ulteriormente degenerare. Gli operatori delle forze dell'ordine stanno cercando di risistemare la recinzione divelta. Ma appare chiaro che una recinzione di ferro stenta ogni giorno di più a reggere l'urto di mille aneliti di libertà. Tra le forze politiche, intanto, prosegue lo scontro: "E' assolutamente inaccettabile la disposizione con cui il Ministro Maroni vieta da oggi l'accesso ai parlamentari, oltre che ai giornalisti, alla tendopoli allestita tra Oria e Manduria". E' quanto ha dichiarato il senatore Salvatore Tomaselli (Pd) in una nota.

"Non solo - scrive Tomaselli - si ledono le prerogative costituzionali dei parlamentari, con un atto amministrativo di dubbia valenza, ma, soprattutto, in tal modo diviene chiaro che si vuole impedire di vedere davvero ciò che rappresenta quel campo: una struttura assolutamente inadeguata, priva di ogni requisito minimo per una accoglienza dignitosa per le migliaia di immigrati che vi sono rinchiusi e, al tempo stesso, una struttura assolutamente vulnerabile sotto il profilo della sicurezza".

"Solo lo straordinario impegno e sacrificio delle forze dell'ordine - prosegue Tomaselli - ha finora impedito che le fughe svuotassero la tendopoli o che avvenissero incidenti più gravi di quelli pur verificatosi nei giorni scorsi. Ogni ora che passa risulta sempre più veritiero il cartello comparso nei pressi della tendopoli che definisce la tendopoli centro induzione alla fuga. Siamo oltre il sospetto malizioso: questa struttura davvero appare attrezzata più per lasciarli andare che per trattenerli. Per questo ribadiamo: la tendopoli va immediatamente decongestionata per essere smantellata nel più breve tempo possibile. Una gestione fallimentare della crisi e una condotta scellerata di cui il Governo dovrò rendere conto al Parlamento e al Paese".

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