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Domenica, 5 Dicembre 2021
Speciale Ceglie Messapica

Marche: travolto dalla piena del fiume, ritrovato incagliato tra gli alberi

FERMO - La speranza si è infranta ufficialmente nel primo pomeriggio. I sommozzatori hanno ritrovato a Casette d'Ete (in provincia di Fermo, nelle Marche) il cadavere di Giuseppe Santacroce, il 50enne operaio cegliese travolto stamane nella piena del fiume Ete Morto. Il corpo era incagliato fra gli alberi. Santacroce era stato trascinato via dalla corrente insieme alla figlia della sua compagna, Valentina, 20 anni, ancora dispersa. La donna (Salvina Granata, 47 anni, originaria della Sicilia) invece è riuscita a salvarsi. Sul posto stanno giungendo il fratello e la sorella della vittima partiti, in mattinata da Ceglie Messapica.

FERMO - La speranza si è infranta ufficialmente nel primo pomeriggio. I sommozzatori hanno ritrovato a Casette d'Ete (in provincia di Fermo, nelle Marche) il cadavere di Giuseppe Santacroce, il 50enne operaio cegliese travolto stamane nella piena del fiume Ete Morto. Il corpo era incagliato fra gli alberi. Santacroce era stato trascinato via dalla corrente insieme alla figlia della sua compagna, Valentina, 20 anni, ancora dispersa. La donna (Salvina Granata, 47 anni, originaria della Sicilia) invece è riuscita a salvarsi. Sul posto stanno giungendo il fratello e la sorella della vittima partiti, in mattinata da Ceglie Messapica.

Santacroce, la sua compagna e la figlia della donna viaggiavano a bordo di una Bmw condotta dall'uomo, quando sono stati inghiottiti dall'acqua e dal fango. Giuseppe Santacroce lavorava presso un'azienda calzaturiera ("Eurosuole"), di Civitanova Marche. Salvina Granata e la figlia Valentina avrebbero invece dovuto raggiungere una fabbrica a Macerata. Come ogni mattina presto, tutti e tre erano saliti in auto per andare al lavoro, quando la piena del fiume li ha sorpresi, a pochi metri da casa. Mentre i soccorritori cercavano ancora l'uomo e la ragazza (la speranza di trovare viva quest'ultima va via via scemando), Salvina, veniva medicata in ospedale.

"Valentina mi gridava aggrappati mamma, reggiti forte, poi non l'ho vista più...l'acqua me l'ha portata via". Così la donna sopravvissuta alla piena dell'Ete Morto racconta gli attimi della tragedia. La vettura si è schiantata contro un palo, lei si è tenuta forte, come Valentina le diceva di fare. Un uomo coraggioso, Renzo Moreschini, sentendo le urla della donna, si è gettato nell'acqua gelida, e l'ha strappata alla morte.

La testimonianza della donna è straziante: "Erano quasi le 5, andavamo a lavorare, poi è successo qualcosa. Il fiume è arrivato e ci ha presi. E loro due mi sono spariti davanti agli occhi, con Valentina che gridava mamma, salvati, tieniti". Ora la donna è a Civitanova, ospite della sorella. È andata a farle visita il vice sindaco di Sant'Elpidio a Mare Sibilla Zoppo Martellini. A lei Salvina ha raccontato quei momenti terribili, la catastrofe vista in faccia, col cuore spezzato per la sorte del compagno e della figlia. Due comunità unite nel dolore, quelle di Casette d'Ete e Ceglie Messapica, dove Santacroce (emigrato nelle Marche dal 1989) tornava spesso durante le vacanze. L'ultima volta nel dicembre scorso, per trascorrere il Natale al fianco della sorella Antonietta (dipendente comunale) e al fratello Pasquale.

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