Marinò verso la riconferma: «Spero in un anno di svolta. E di facce nuove»

Alla vigilia di Natale Pino Marinò non ha proprio l'aria dell'imprenditore pronto per la settimana bianca: non riesce a staccarsi dal telefono e assicura i clienti della sua Leucci Costruzioni che un ordine di torri eoliche sarà pronto per gennaio. In tempi di crisi non ci può essere vacanza. Nemmeno per il presidente di Confindustria Brindisi, che a gennaio - oltre a consegnare le torri - sarà acclamato presidente anche per il prossimo triennio.

Pino Marinò

Alla vigilia di Natale Pino Marinò non ha proprio l'aria dell'imprenditore pronto per la settimana bianca: non riesce a staccarsi dal telefono e assicura i clienti della sua Leucci Costruzioni che un ordine di torri eoliche sarà pronto per gennaio. In tempi di crisi non ci può essere vacanza. Nemmeno per il presidente di Confindustria Brindisi, che a gennaio - oltre a consegnare le torri - sarà acclamato presidente anche per il prossimo triennio.



Come è stato il 2012 dell'imprenditore Pino Marinò?

È stato un anno difficile, in cui comunque quelli che hanno creduto di poter continuare a lavorare, e ci hanno messo tanto impegno, senza restare attaccati al palazzi delle politica, sono riusciti ad arrivare a natale, pur con tante difficoltà. Un anno con tante luci e tante ombre, ma le luci son state di più.

Quali sono queste luci?
Beh, è nei momenti difficili che si misurano i cavalli buoni. Per quanto mi riguarda ho la fortuna di lavorare con una squadra straordinaria fatta di persone straordinarie. E se anche quest'anno, nonostante tutto, abbiamo portato a casa un buon risultato, è stato perché ci abbiamo creduto fino in fondo. La spiegazione della crescita del fatturato parte da qui.
È uno dei pochi a poter vantare un risultato simile. Non solo a Brindisi.
Lo so, stiamo concludendo l'anno in cui la crisi è stata più dura. Neanche io sono entusiasta per quello che accade, ovviamente. Ma penso che oggi il problema non é quello di guardare indietro, ma di guardare avanti. E guardando avanti ci accorgiamo che mancano tutta una serie di logiche e certezze. Siamo un paese in recessione, e questa recessione si sente ancor di più dalle nostre parti, che sono sempre in recessione.
Che speranze ha per il 2013?
La speranza è che questo paese si stabilizzi e la smetta di vivere allo stesso modo le vicende della Tav, dell'Ilva, insomma le solite vicende che danno agli investitori esteri l'idea che siamo un paese dove non ci sono certezze. Perché oggi chi fa l'imprenditore non ha molto interesse a sapere chi vincerà le elezioni: vuole solo un quadro di riferimento stabile.
Che anno è stato per Confindustria Brindisi?
Un anno straordinario. Abbiamo consolidato la capacità di assistenza nei confronti delle aziende, avviato iniziative che avevano un senso reale. Lo dico con grande orgoglio: avuto la fortuna in questi tre anni di rappresentare una delle migliori confederazioni territoriali d'Italia. E non lo dico io, ma coloro i quali ci hanno "usati". E ritengo che questo sia un grande merito. Anche alla luce del fatto che qualcuno, quando la nostra Provincia sembrava ormai cancellata, aveva già banchettato sulla scomparsa di Confindustria Brindisi.


Come vede la città dal suo osservatorio privilegiato?

Brindisi è una città dormiente. Subisce le diverse angherie con un livello di indifferenza e di sopportazione che non c'è in nessun'altra città d'Italia. Al di là di tutto, però, penso che tutto ciò che si racconti non corrisponda al vero. C'è in questa città un livello di dignità umana quasi unico e uno straordinario livello di sopportazione da parte della gente.

Cosa intende dire?
Che abbiamo potenzialità straordinarie, non solo perché abbiamo il porto e l'aeroporto, come dicono tutti, ma perché abbiamo un patrimonio unico di persone, di quelle che nel nostro settore si chiamano "risorse umane". Vede, quello che mi fa stare più male in assoluto è la mortificazione che leggo negli sguardi delle persone che vorrebbero un posto di lavoro. Di questi giovani usati strumentalmente oggi da un movimento e domani da un altro.
Quei giovani che son tornati ad abbandonare la città...
Sì, ma non possiamo continuare a dire ai ragazzi: «Per costruire il vostro futuro fatevi un biglietto e andate da un'altra parte». Io sto provando a crederci: a pensare che un futuro sia realizzabile anche qui. In fondo non siamo proprio da buttare come ci dipinge qualche giornalista. Vede, alcuni suoi colleghi sono capaci di raccontare questa città in maniera completamente diversa da come é realmente. A volte mi sorprendo a leggere come a distanza di un solo giorno Brindisi passa dall'essere descritta da città di morte a città di vita, da inquinata a non inquinata. Mi chiedo chi ci guadagna da questo racconto mistificato della realtà. Ho la sensazione che spesso ci raccontiamo peggio di come siamo...
Quindi vede qualcosa di positivo?
È innegabile che negli ultimi anni in alcuni settori si è fatto un buon lavoro. Nel settore della tutela ambientale, di cui tanto si parla, siamo stati sufficientemente bravi, ma dobbiamo continuare ad esserlo. Senza però demonizzare nessuno.
Entrerà anche lei in politica? Il suo predecessore disse di no, e poi sappiamo come è andata.
Io guardo alla politica con la speranza che ha un imprenditore. Nell'ultimo anno l'Italia ha nuovamente acquisito dignità e rispetto a livello nazionale e internazionale.
È un fan di Monti?
Monti ha capacità straordinarie, ma ha ereditato una situazione pesantissima ed è stato obbligato obbligato ad usare la tecnica del salasso. Ora dalla sua esperienza bisogna ripartire per creare crescita. Credo che la cosa più bella di questo periodo sia stata la prova di Renzi. Il futuro è dei giovani. E sono certo che già alle prossime elezioni, o al massimo alle successive, vedremo facce nuove in grado di prendere provvedimenti per rilanciare il paese una volta per tutte.

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