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Emiliano rilancia la decarbonizzazione di Cerano e Ilva

Stamattina il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ma anche l'assessore allo Sviluppo, Loredana Capone, non hanno esitato a mettere in relazione le criticità del rapporto sullo stato della salute dei cittadini della provincia di Lecce con le emissioni industriali, guardando ai grandi insediamenti di Brindisi e Taranto

Stamattina il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ma anche l’assessore allo Sviluppo, Loredana Capone, non hanno esitato a mettere in relazione le criticità del rapporto sullo stato della salute dei cittadini della provincia di Lecce con le emissioni industriali, guardando ai grandi insediamenti di Brindisi e Taranto. Occasione, la presentazione del "Report ambiente e salute in provincia di Lecce", elaborato da RePOL (Rete per la Prevenzione Oncologica Leccese), oggi Csa Lecce (Centro Salute Ambiente provincia di Lecce), in collaborazione con Regione Puglia, Asl Lecce, Arpa Puglia, Provincia e Comune di Lecce, Inail, Università del Salento e Cnr. Il 14 settembre scorso era stato presentato quello relativo alla provincia di Brindisi.

Michele Emiliano-7Michele Emiliano ha rilanciato il tema della “decarbonizzazione” della centrale Enel di Cerano e dell’Ilva di Taranto, mentre Loredana Capone ha sottolineato come la legge regionale sul danno sanitario rappresenti da un lato una norma a tutela del diritto alla salute dei cittadini, dall’altro un provvedimento che si è dimostrato anche utile alle imprese.

“Dobbiamo inserire dentro la decisione politica l’approccio scientifico e prendere le decisioni non in base a una presunta convenienza economica ma in base a studi rigorosi e approfonditi come questo che stiamo presentando oggi. Uno studio che ci restituisce, con un po’ di preoccupazione, alcuni dati da esaminare con cautela, soprattutto per quanto riguarda la percentuale dei tumori connessi all’inquinamento ambientale (polmone e vescica) che, in determinate aree, è sopra la media nazionale, e anche regionale”, ha detto Emiliano”.

“Apparentemente non ci sono cause di inquinamento ambientale in quelle zone anche se non è da escludere, anzi c’è il fondato sospetto, che siano stati proprio i residui dei fumi dei due impianti a carbone più grandi d’Europa che sorgono in Puglia (Ilva e centrale Enel di Cerano) a raggiungere quelle particolari aree”, ha affermato il governatore della Puglia. “Da oggi quella che era una proposta diventa un impegno di natura politica della Regione Puglia, esigerò che con questi dati venga data una risposta. E’ un mio diritto dovere giuridico”.

“Per anni e anni siamo stati in silenzio – ha aggiunto Emiliano - ma i dati epidemiologici che stiamo presentando oggi ci dicono, con la forza dei numeri, che la decarbonizzazione va fatta, ed è una battaglia che non deve avere colori politici, ma che si deve basare sull’approccio scientifico, ragionando appunto sui dati”.

La centrale Enel di Cerano“C’è ancora chi dice che non si può convertire l’Ilva o la centrale Enel dal carbone al gas perché costa troppo. Chi pensa che l’energia o l’acciaio vadano prodotti col carbone perché costa meno, anche se questo mette a rischio la salute. Ebbene, se morire costa poco e sopravvivere costa molto, c’è qualcosa che non va nel ragionamento. Questa non è economia, ma un delirio da curare”, ha dichiarato Emiliano.

“Siamo di fronte a una vera e propria emergenza – ha detto a sua volta Loredana Capone – e i dati pubblicati da RePOL non fanno altro che confermarlo. Dobbiamo accelerare sulla prevenzione e sulla terapia. Dobbiamo stimolare il nostro tessuto economico, le nostre imprese a migliorare ancora di più le proprie performance in materia di ambiente e salute. Le risorse per sostenere gli investimenti ci sono”.

“È importante, allora, lavorare in questa direzione come pure è importante investire in ricerca e innovazione per garantire l’utilizzo dei migliori materiali e dei migliori processi produttivi così da non impattare sulla salute. La Regione Puglia – ha aggiusto l’assessore allo Sviluppo - ha già messo in campo strumenti utili come, ad esempio, l’appalto precommerciale finalizzato a utilizzare prototipi che salvaguardino l’ambiente, e intende farlo anche in questa programmazione”.

Loredana Capone“Ciò che serve adesso – per Loredana Capone - è un tavolo tra Arpa e Regione Puglia, con tutti gli assessorati competenti, per verificare se c’è bisogno di nuove leggi, ma serve anche la volontà concreta di agire tutti verso un unico obiettivo: la tutela delle persone e dell’ambiente. È indispensabile intervenire al più presto affinché industria e lavoro non si traducano in danno, anzi, possano generare nuove occasioni per migliorare l’impatto sanitario”.

“Ricordo ancora – ha concluso l’assessore - quando approvammo la legge sul danno sanitario: molti la interpretarono come un danno all’industria. I fatti, poi, hanno dimostrato non soltanto che questo non era vero ma che la stessa legge poteva, in termini di prevenzione, persino migliorare l’industria. Basta, allora, con le parole servono fatti concreti e un atteggiamento scientifico e rispettoso delle vere priorità per la vita delle persone”.

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