Pronto soccorso al collasso: "Ennesima aggressione ai danni di una infermiera"

La denuncia del sindacato Nursind: "Necessario un confronto comune di tutte le forze politiche e sociali responsabili di questa provincia"

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato a firma di Carmelo Villani, segretario territoriale della Nursind (sindacato delle professioni infermieristiche) di Brindisi, sull'ennesima aggressione ai danni di un operatore del Pronto soccorso dell'ospedale Perrino di Brindisi. Va ricordato a tal proposito il monito lanciato lo scorso 22 luglio dalla Cgil Brindisi sulla situazione di estremo disagio in cui è costretto a operare il personale del Pronto soccorso brindisino. 

Ancora una volta mi ritrovo a raccontare e denunciare l’ennesimo intollerabile episodio, di aggressione, verbale e fisica, ad una infermiera addetta all’accettazione/triage del pronto soccorso dell’ospedale “A. Perrino di Brindisi”, “rea” di non avere a disposizione una barella dove poter opportunamente adagiare un paziente/utente bisognevole di cure mediche.

Tale problematica è stata affrontata purtroppo più volte, non ultima in occasione della giornata internazionale dell’infermiere del 12 maggio scorso, durante la quale abbiamo intrapreso una campagna di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini, predisponendo un gazebo in piazza Vittoria a Brindisi, per far comprendere che “l’aggressione non è la soluzione” dei problemi sistemici della sanità, problemi accentuati in questo periodo di crisi per i continui tagli alle strutture e il sottofinanziamento del Ssn.

Tralascio l’elenco delle motivazioni, evidenziate da tempo, note da anni ad amministratori, a politici, a sindacati, che spingono sempre più persone a rivolgersi al pronto soccorso, contribuendo al cosiddetto fenomeno dell’“overcrowding” o sovraffollamento. Mi astengo, inoltre, dal commentare le recenti dichiarazioni di parte politica e sindacale circa la inefficienza del pronto soccorso del Perrino di Brindisi oltre che delle presunte malpractice, intese come il mancato rispetto delle linee guida minime che possono provocare danni o lesioni gravi e permanenti (o morte) al Paziente, senza conoscere evidentemente i fatti e senza conoscerne evidentemente la reale organizzazione.
Voglio invece evidenziare che ciò di cui si parla in questi giorni è il risultato di decisioni prese non oggi, non ieri, ma nell' ultimo decennio.

In particolare sembra strano non si evidenzi opportunamente che lo S.O. ospedaliero di San Pietro Vernotico e di Mesagne sono stati depotenziati anni fà, non oggi, non ieri, e sembra strano non si evidenzi opportunamente che è da anni che il pronto soccorso del Perrino, ma non solo, affrontano il grosso problema dell'overcrowding o sovraffollamento. E' bene evidenziare con più forza che il Perrino è ad oggi ancora privo di specialità fondamentali, dalla gastroscopia d'urgenza, alla Pneumologia, alla Chirurgia Toracica, ai posti letto di Medicina d’Urgenza oltre a quelli di osservazione breve.

È bene evidenziare con più forza che gli stabilimenti ospedalieri di Francavilla Fontana ed Ostuni non sono stati adeguati a quelli che sono gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera dettati dal DM 70 del 2015. Che dire poi dei tempi attesa. Dovuti a cosa? non è solo una questione di posti letto. Ore di attesa per una consulenza cardiologica, ore di attesa per una ecografia, ore di attesa per un referto radiologico, oltre alla via crucis del paziente nei "meandri" degli stabilimenti ospedalieri per effettuare le varie consulenze specialistiche. Tutto ciò causa della grave, atavica, carenza di specialisti rispetto agli accessi.

Le conseguenze sono il famoso “effetto imbuto”, la carenza di barelle, il blocco dei mezzi del 118, le difficoltà assistenziali in pronto soccorso. Ma i problemi non si fermano al pronto soccorso. Non permetteremo ad esempio la paventata interscambiabilità del personale infermieristico di anestesia con quello del blocco operatorio per sopperire alle carenze di organico, misconoscendo le peculiarità formative, specialistiche dell’una e dell’altra figura professionale, oltre che gli anni di esperienza necessari per offrire un servizio di qualità.

Non possiamo più permettere la grave carenza di personale infermieristico e di operatori di supporto in tutte le unità operative della Asl Brindisi. Aspettiamo ancora che la Asl Brindisi proceda ad adeguarsi a quelle che sono state le indicazioni del decreto Madia prima e della Regione Puglia poi riguardo alla stabilizzazione dei precari.

Da parte nostra da anni mettiamo in evidenza le criticità e fatto proposte. L’auspicio quindi è quello di un immediato e serio confronto di tutte le forze politiche e sociali responsabili al fine di addivenire alla soluzione definitiva di tutte le problematiche della sanità provinciale brindisina. Si può e si deve, lo dobbiamo a noi stessi e soprattutto ai cittadini vere vittime del sistema.

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