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Giovedì, 2 Dicembre 2021
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Assentesimo, il procuratore aggiunto chiede la sospensione per 14 medici e paramedici

CAROVIGNO - Sospensione dal servizio per tutti. E’ questa la richiesta del vice procuratore aggiunto Nicolangelo Ghizzardi a carico di medici, infermieri e terapisti in forza agli ambulatori sanitari di Carovigno. La decisione spetta al gip Eva Toscani, di fronte al quale gli indagati compariranno il 15 e il 16 febbraio prossimo.

CAROVIGNO - Sospensione dal servizio per tutti. E' questa la richiesta del vice procuratore aggiunto Nicolangelo Ghizzardi a carico di medici, infermieri e terapisti in forza agli ambulatori sanitari di Carovigno. La decisione spetta al gip Eva Toscani, di fronte al quale gli indagati compariranno il 15 e il 16 febbraio prossimo.

Si tratta di Ilario Angelo Carlucci, 62 anni, di Carovigno, assistente amministrativo; Angela Elisabetta Colucci, 56 anni, di Ostuni, psicologa; Maria Natalizia D'Agnano, 58 anni, di San Vito dei Normanni, bibliotecaria; Rosella De Lillo, 61 anni, nata a Busto Arsizio e residente a San Vito dei Normanni, assistente sociale; Silvio De Simone, 60 anni, di Carovigno, vigile sanitario; Teresa Legrottaglie, 55 anni, di Ostuni, assistente sociale; Angelo Locorotondo, 58 anni, di Carovigno, infermiere generico; Maria Giovanna Nacci, 61 anni, di San Vito Normanni, dirigente medico; Alberta Vanda Natola, 52 anni, di Carovigno, dirigente medico veterinario-

Poi di Francesca Nobile, 49 anni, di Ostuni, ostetrica e assistente consultoriale; Carmela Rita Pacciolla, 44 anni, di Mesagne, pedagogista; Anna Pia Fiorella Sgura, 52 anni, di Ostuni, psicologa; Margherita Suma, 53 anni, di Ostuni, terapista di riabilitazione; Anna Maria Termite, 55 anni, di San Vito dei Normanni, dirigente psicologa; Maria Antonia Zurlo, 55 anni, di Ostuni, terapista di riabilitazione.

Sono i nomi delle persone indagate, accuse tutte da dimostrare, per assenteismo. Capitolo di inchiesta che fa il paio la brutta pagina dei ventisei arresti, per un totale di 69 indagati, nel distretto brindisino di via Dalmazia del 15 novembre scorso. Al blitz dei Nas nel capoluogo, potrebbe succedere una operazione gemella in seno alle strutture sanitarie della città di Carovigno. Secondo le prime indiscrezioni emerse dall'inchiesta ancora top secret, e si capisce, le ipotesi di reato che hanno fatto scaturire le indagini, parlano di dipendenti che timbrano il cartellino di presenza salvo poi assentarsi dal posto di lavoro per le più svariate incombenze.

Fra i presunti assenteisti, smascherati a partire da una denuncia indirizzata nero su bianco alla procura di Brindisi, con tanto di firma in calce del denunciante, ci sarebbero anche in questo caso infermieri, medici e personale ausiliario. Per accertare la veridicità delle accuse, che pare siano provate anche nel caso del distretto di provincia da filmati e servizi di pedinamento e osservazione, gli uomini della Guardia di Finanza hanno già interrogato una serie di testimoni, in qualità di persone informate sui fatti. Nei prossimi giorni toccherà invece alle persone sulle quali gravano le ipotesi accusatorie, che saranno ascoltate direttamente dal vice procuratore aggiunto.

Le indagini sono concentrate, secondo quello che è emerso fino a questo momento, in particolare sul centro psicopedagogico riabilitativo, sul servizio di igiene pubblica e di specialistica ambulatoriale, ma non è escluso che nelle prossime ore possano estendersi anche al resto dei servizi attivi in città. Come nel caso di via Dalmazia le indagini avviate sulla scorta di una segnalazione ben precisa all'indirizzo di alcuni dipendenti, si sono estese a macchia d'olio. A caldo del blitz messo a segno dai carabinieri del Nucleo antisofisticazione di Taranto, il procuratore capo Marco Dinapoli commentò: "Abbiamo dovuto mettere un punto fermo alle indagini, altrimenti avremmo fatto una strage".

Anche a Carovigno pare infatti che l'assenteismo sia pratica diffuso fra molti, ma naturalmente non tutti i dipendenti. Se le ipotesi di reato dovessero trovare conferma, i presunti assenteisti potrebbero incorrere, fatte salve le decisioni demandate in via esclusiva alla magistratura, nell'apertura di un procedimento disciplinare interno in seno alla Asl. Rischiano sanzioni che vanno dalla sospensione temporanea dal servizio al licenziamento.

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