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Assenze al distretto sanitario, il riesame annulla tre sospensioni dal lavoro

CAROVIGNO - Torneranno al lavoro. Il Riesame annulla l’ordinanza con la quale il tribunale di Brindisi aveva disposto l’interdizione per due mesi a carico di quattro su quindici dei dipendenti dell’istituto socio-pedagogico di Carovigno Nicola Del Prete accusati di assenteismo. La buona nuova è arrivata nella tarda serata di ieri per Carmela Rita Pacciolla, 44 anni, di Mesagne, pedagogista, difesa dai legali Carmelo Molfetta e Giancarlo Camassa; Angelo Locorotondo, 58 anni, di Carovigno, infermiere generico, difeso dagli avvocati Livio Di Noi e Anna Lanzillotti; Margherita Suma, 53 anni, di Ostuni, terapista di riabilitazione, difesa dall’avvocato Cosimo Deleonardis. La misura cautelare interdittiva richiesta dalla procura e confermata dal tribunale, avrebbe determinato l’astensione coatta degli indagati dal lavoro per due mesi a partire dal 22 marzo 2011, il Riesame ha deciso altrimenti: per il tribunale interpellato dal collegio difensivo non sussistono né il pericolo di reiterazione del reato, né il pericolo di fuga, né i gravi indizi di colpevolezza che renderebbero necessaria la misura cautelare.

CAROVIGNO - Torneranno al lavoro. Il Riesame annulla l'ordinanza con la quale il tribunale di Brindisi aveva disposto l'interdizione per due mesi a carico di quattro su quindici dei dipendenti dell'istituto socio-pedagogico di Carovigno Nicola Del Prete accusati di assenteismo. La buona nuova è arrivata nella tarda serata di ieri per Carmela Rita Pacciolla, 44 anni, di Mesagne, pedagogista, difesa dai legali Carmelo Molfetta e Giancarlo Camassa; Angelo Locorotondo, 58 anni, di Carovigno, infermiere generico, difeso dagli avvocati Livio Di Noi e Anna Lanzillotti; Margherita Suma, 53 anni, di Ostuni, terapista di riabilitazione, difesa dall'avvocato Cosimo Deleonardis. La misura cautelare interdittiva richiesta dalla procura e confermata dal tribunale, avrebbe determinato l'astensione coatta degli indagati dal lavoro per due mesi a partire dal 22 marzo 2011, il Riesame ha deciso altrimenti: per il tribunale interpellato dal collegio difensivo non sussistono né il pericolo di reiterazione del reato, né il pericolo di fuga, né i gravi indizi di colpevolezza che renderebbero necessaria la misura cautelare.

Si sfarina dunque l'impianto accusatorio. Del resto, già nel corso degli interrogatori di garanzia i presunti assenteisti esibirono le prove di una condotta del tutto disciplinata e coerente con il mandato di pubblici dipendenti: le assenze registrate dagli agenti delle fiamme gialle tramite servizi di osservazione e pedinamento, erano tutte, religiosamente documentate e autorizzate dai dirigenti del servizio. Finisce dunque l'incubo, che dura da quasi due mesi (dall'atto di notifica degli avvisi di garanzia per truffa al sistema sanitario nazionale), anche per gli unici tre indagati per i quali era stata accolta la misura cautelare interdittiva della sospensione.

La decisione del Riesame conferma la differenza, di sostanza, fra il capitolo-assenteismo a Carovigno e il caso brindisino, la brutta pagina dei ventisei arresti, per un totale di 69 indagati, nel distretto brindisino di via Dalmazia del 15 novembre scorso, per i quali si attende la prevista e prevedibile richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm Adele Ferraro. Anche a Carovigno, le ipotesi di reato che hanno fatto scaturire le indagini, parlavano di dipendenti che timbravano il cartellino di presenza salvo poi assentarsi dal posto di lavoro per le più svariate incombenze. Fra i presunti assenteisti, smascherati a partire da una denuncia indirizzata nero su bianco alla procura di Brindisi, con tanto di firma in calce del denunciante, c'erano anche in questo caso infermieri, medici e personale ausiliario.

Ma a differenza dei dipendenti della Asl in servizio nel capoluogo, le accuse sono state cassate dall'esibizione dei permessi ad assentarsi, di cui quasi tutti erano in possesso. Le assenze registrate nel distretto sanitario di Carovigno sono complessivamente, per numero e quantità giornaliera, del tutto esigue rispetto all'andazzo di via Dalmazia, anche per i quattro indagati sospesi. L'assenza additata a carico di Angelo Locorotondo, per esempio, è di un solo giorno. Poco superiori le presunte defaillance degli altri. Resta adesso da capire se la procura chiederà ugualmente il rinvio a giudizio oppure casserà tutto il procedimento chiedendo l'archiviazione.

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