Assessore fratturato, 6 ore d'attesa

BRINDISI – Bloccato per sei ore al pronto soccorso del Perrino per la frattura al dito di un piede. Capita a tutti, ma se capita ad un assessore magari fa più notizia. Così almeno per una volta non si può gridare alla casta, e l’amministratore malcapitato si è potuto rendere conto di quanto il servizio sanitario sia lacunoso. L’assessore è Lino Luperti, finito dal campo di calcetto al pronto soccorso dell’ospedale cittadino lunedì scorso, intorno alle 21.

Pasquale Luperti

BRINDISI - Bloccato per sei ore al pronto soccorso del Perrino per la frattura al dito di un piede. Capita a tutti, ma se capita ad un assessore magari fa più notizia. Così almeno per una volta non si può gridare alla casta, e l'amministratore malcapitato si è potuto rendere conto di quanto il servizio sanitario sia lacunoso. L'assessore è Lino Luperti, finito dal campo di calcetto al pronto soccorso dell'ospedale cittadino lunedì scorso, intorno alle 21.

Dopo quasi tre ore di attesa, Luperti emula il sindaco Consales e pubblica un post su Facebook: «Emergenza pronto soccorso, non si trova una barella, sono stato trasportato appoggiato a due infermieri, mi chiedono cos'è successo? Frattura multipla piede destro. "Ok si accomodi, la chiameremo". Aspetto da due ore e mezza e nessuna traccia di dottori o infermieri. Intanto osservo la mala-gestione della sanità in ospedale: mancanza di medici, chiusura del posto di polizia, mancanza di barelle, la gente si altera per qualche raccomandato. Le risposte dei dottori sono "State calmi stiamo qui per voi". I commenti dei cittadini: "La colpa è della politica". E in molti mi guardano come a dire: fate qualcosa».

Bastano pochi minuti, e oltre alle testimonianza di solidarietà e alla richieste di notizie sul suo stato di salute, l'assessore riceve altri racconti da pronto soccorso. Come quello di Marcello De Giorgi: «Se ti può consolare sabato notte ho portato mia figlia di 10 anni. La farmacista ha scambiato il suo herpes sul viso per un fungo e le ha dato una crema che ha scatenato una forte infezione, riempiendole il viso di bolle e macchie. In un'altra farmacia mi hanno detto che l'unica soluzione era il pronto soccorso. Ci sono andato subito e dopo più di sei ore mi sono sentito dire dal dottore che la bambina andava vista da un dermatologo. Ma il reparto di dermatologia del Perrino è chiuso».

Anche Raffaele Cuneo racconta una storia di quotidiana follia: «Martedì scorso sono stato investito alle ore 10.30. Mi hanno trasportato in autoambulanza al Perrino. Alle14.30 ancora non mi aveva visto nessuno medico. Sono andato via alle ore 21.30». A Luperti è andata meglio: ha lasciato l'ospedale alle 3.30 del mattino, a sole sei ore dall'arrivo al pronto soccorso.

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