Autista in ferie, assistenza bloccata

S.VITO DEI NORMANNI – Tre giorni senza assistenza domiciliare per una anziana paziente di S.Vito dei Normanni, perché l’autorizzazione firmata dal responsabile di turno della sede Asl locale non è stata recapitata a Brindisi causa ferie dell’autista che trasporta i plichi. Questo accade nell’era di Internet, del web, dell’informatizzazione e delle prediche sull’efficienza della pubblica amministrazione. E’ possibile ricevere per e-mail l’ingiunzione di un avvocato (raccomandata AR a seguire), ma non trasmettere un documento importante per la salute di una persona. Sono questi i buchi neri che spesso inghiottono i buoni propositi di riforma, gli anelli deboli della catena, gli inciampi del servizio sanitario nazionale.

La sede della direzione Asl di Brindisi

S.VITO DEI NORMANNI – Tre giorni senza assistenza domiciliare per una anziana paziente di S.Vito dei Normanni, perché l’autorizzazione firmata dal responsabile di turno della sede Asl locale non è stata recapitata a Brindisi causa ferie dell’autista che trasporta i plichi. Questo accade nell’era di Internet, del web, dell’informatizzazione e delle prediche sull’efficienza della pubblica amministrazione. E’ possibile ricevere per e-mail  l’ingiunzione di un avvocato (raccomandata AR a seguire), ma non trasmettere un documento importante per la salute di una persona. Sono questi i buchi neri che spesso inghiottono i buoni propositi di riforma, gli anelli deboli della catena, gli inciampi del servizio sanitario nazionale.

L’autista aveva il sacrosanto diritto di andare in ferie, a fine anno, ma l’Asl, dicono i parenti della persona rimasta priva di assistenza, quell’autorizzazione avrebbe potuto farla viaggiare utilizzando uno scanner per ottenere la versione digitale del documento, da inviare poi per posta elettronica, oppure un antiquato fax. Niente, pare non sia previsto dai regolamenti e dalle procedure che la documentazione cartacea possa essere preceduta da quella elettronica. E allora dall’1 al 3 gennaio, non essendo pervenuta la proroga alla direzione del servizio, alla due medicazioni quotidiane di cui necessita assolutamente la paziente hanno provveduto i congiunti.

“Mia madre riceve da tre anni l’assistenza domiciliare, perché non riesce quasi più a camminare neppure in casa. E’ un problema che sopporta da 40 anni, e che si è aggravato negli ultimi periodi. Altre volte – spiega un figlio della paziente – si era presentato lo stesso problema dei ritardi nel passaggio delle autorizzazioni , e allora noi presentiamo all’ufficio Asl di S.Vito la prescritta richiesta di proroga del servizio, firmata dal medico curante, con alcuni giorni di anticipo in maniera tale da evitare giorni di mancata copertura dell’assistenza domiciliare, garantita attraverso il servizio infermieri sto affidato ad un a società convenzionata, ma ovviamente disposto dal distretto sanitario”.

Così, l’ultima richiesta in ordine di tempo era stata depositata il 23 dicembre, otto giorni prima della scadenza e tenendo conto anche degli intoppi legati al periodo di festività.  Ciò non è servito ad evitare che la paziente restasse tre giorni senza assistenza domiciliare. “Ieri (il 3 gennaio, ndr) sono andato a Brindisi a chiedere spiegazioni – racconta ancora il figlio dell’assistita – ma il funzionario che mi ha ricevuto ha spiegato che nessuna richiesta era arrivata da S.Vito dei Normanni. In mia presenza ha chiamato la sede locale della Asl, e gli è stato risposto che la richiesta era rimasta inevasa perché l’autista che trasporta la posta era in ferie. Essendo rientrato proprio il 3 gennaio, però, la domanda di proroga sarebbe stata presto trasmessa a Brindisi”. Ed oggi l’infermiere si è ripresentato per la medicazione quotidiana (la seconda è sempre stata effettuata dai familiari della paziente).

Quando sarà modificato questo sistema di relazioni operative nei servizi? Quanto costa portare una richiesta di proroga in auto da un ufficio periferico alla sede centrale del servizio, e quanto costerebbe farlo per posta elettronica certificata (altrimenti le Pec a che servono)?”. E tante altre domande da fare ci sarebbero, ma le risparmiamo. Ricordando che i cittadini sono studi del peso di una burocrazia che non è solo fatto di tempi di attesa (purtroppo vitali in alcune circostanze), ma anche di costi economici. Tagliateli.

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