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Barbiturici e morte in ospedale: nove avvisi di garanzia alla ricerca delle cause

BRINDISI - Notificati i nove avvisi di garanzia ad altrettanti medici e infermieri delle tre strutture dove la 34enne Maria Vincenza Margheriti ha trascorso le ultime ore di vita, il San Camillo De Lellis di Mesagne, il Perrino di Brindisi e infine il Ninetto Melli di San Pietro Vernotico dove la donna è deceduta intorno alle 23 di lunedì scorso. Gli avvisi di garanzia sono stati notificati nella tarda serata di ieri a Anna Santa Salamanna, 45 anni, Antonio D’Autilia, 55 anni, Giuseppina Brigido, 31 anni, Alberto Chirico, 58 anni, Saverio La Forgia, 51 anni, Annibale Damanzo, 57 anni, Lauretana Perrone, 40 anni, Giovanni Rizzo, 44 anni e Massimiliano Carrisi, 44 anni. L’accusa per tutte le persone iscritte nel registro del pm Giuseppe De Nozza è di omicidio colposo, atto dovuto, anche per garantire alle persone coinvolte la possibilità di nominare un perito di parte in vista dell’autopsia che sarà fissata nelle prossime ore.

BRINDISI - Notificati i nove avvisi di garanzia ad altrettanti medici e infermieri delle tre strutture dove la 34enne Maria Vincenza Margheriti ha trascorso le ultime ore di vita, il San Camillo De Lellis di Mesagne, il Perrino di Brindisi e infine il Ninetto Melli di San Pietro Vernotico dove la donna è deceduta intorno alle 23 di lunedì scorso. Gli avvisi di garanzia sono stati notificati nella tarda serata di ieri a  Anna Santa Salamanna, 45 anni, Antonio D?Autilia, 55 anni, Giuseppina Brigido, 31 anni, Alberto Chirico, 58 anni, Saverio La Forgia, 51 anni, Annibale Damanzo, 57 anni, Lauretana Perrone, 40 anni, Giovanni Rizzo, 44 anni e Massimiliano Carrisi, 44 anni. L?accusa per tutte le persone iscritte nel registro del pm Giuseppe De Nozza è di omicidio colposo, atto dovuto, anche per garantire alle persone coinvolte la possibilità di nominare un perito di parte in vista dell?autopsia che sarà fissata nelle prossime ore.

Chiede verità sulla morte della moglie il 40enne Gabriele Argese, che ha sottoscritto denuncia contro ignoti per mezzo del legale Santo Deprezzo. Identica richiesta sollevata dall?inchiesta interna aperta dalla Asl di Brindisi. Diverse le incognite da chiarire: dopo aver ingerito dosi di psicofarmaci in eccesso a causa di una lieve depressione, la 35enne è stata  portata intorno alle 17 di lunedì all?ospedale di Mesagne dov?è stata sottoposta a una lavanda gastrica; i medici circa un?ora e mezza dopo hanno poi deciso di trasferirla al Perrino di Brindisi ed è lì che la donna ha fatto la spola tra il pronto soccorso e la rianimazione, senza però essere ricoverata, restando su una barella.

Ultima tappa al Ninetto Melli di San Pietro Vernotico dove la 34enne è morta nel reparto di psichiatria poco dopo le 23. Il primo dei quesiti ai quali l?inchiesta in corso dovrà rispondere è perché la donna non sia stata ricoverata, e se il travaglio subito da un ospedale all?altro, da un reparto al successivo, non ne abbia invece aggravato le condizioni di salute, degenerando in tragedia. Un?odissea che c?entra con il piano di rientro sanitario e la cronica mancanza di posti letto negli ospedali? Non è l?ultimo degli interrogativi ai quali dovrà rispondere l?inchiesta in corso. Interrogativo principe, intorno al quale si avvitano tutte le domande del caso, è insomma se la morte della giovane mamma si poteva scongiurare oppure no e se le lungaggini in odore di presunta malasanità ? secondo la denuncia ? abbiano aggravato e in che misura un quadro clinico che poteva essere cambiato di segno grazie a un intervento tempestivo.

L?altra incognita è se la dose di psicofarmaci in eccesso sia stata ingerita per errore oppure  a seguito di un deliberato tentativo di suicidio, ipotesi che la famiglia della vittima esclude categoricamente. Lo stato depressivo, dicono, non aveva mai destato preoccupazioni tali, e niente nei comportamenti della donna lasciava presagire ipotesi di questa natura. L'autopsia sul cadavere chiarirà buona parte delle incognite sul caso, stabilendo intanto se il decesso sia avvenuto per intossicazione o per complicazioni intervenute nel frattempo.

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