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Giovedì, 9 Dicembre 2021
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Carenza di personale all'ospedale Perrino, la Cgil: "Si dichiari lo stato di crisi"

BRINDISI – I sindacati parlano di “stato di crisi”: la carenza di personale dell’ospedale “Perrino” di Brindisi è effettivamente un problema reale, ed è la stessa Cgil a denunciare la situazione, scrivendo direttamente al direttore generale dell’Asl e per conoscenza al prefetto di Brindisi e all’assessore regionale alle Politiche della Salute.

BRINDISI - I sindacati parlano di "stato di crisi": la carenza di personale dell'ospedale "Perrino" di Brindisi è effettivamente un problema reale, ed è la stessa Cgil a denunciare la situazione, scrivendo direttamente al direttore generale dell'Asl e per conoscenza al prefetto di Brindisi e all'assessore regionale alle Politiche della Salute.

"La dotazione organica approvata dalla Regione Puglia - scrivono il segretario generale Antonio Macchia e il delegato Rsu Cgil Mimmo Stella - approvata dalla Regione Puglia prevede 716 infermieri per l'ospedale di Brindisi. Nel corso degli anni però sono stati attivati una serie di reparti e servizi non compresi in pianta organica: Ortopedia II, ulteriori 4 posti letto di Rianimazione, ambulatorio di Cardiologia, Endoscopia chirurgica, Astanteria, Radiologia interventistica, Anatomia patologica, Emodinamica interventistica, Nido, ambulatori di Dietetica clinica, Psoriasi, Pneumologia, Odontostomatologia e Allergologia. Per garantire la funzionalità degli stessi sono stati impegnati 81 infermieri che ovviamente non risultano in dotazione organica. Le attuali necessità assistenziali prevedono l'utilizzo di 797 unità infermieristiche a fronte delle 737 attuali".

Da qui, sostengono le organizzazioni sindacali, "si deduce una grave carenza di 60 unità infermieristiche che stanno di fatto portando al collasso l'ospedale. Questi dati fra l'altro sono avvalorati e confermati dalla direzione sanitaria di riferimento, che ha prodotto in tal senso molteplici atti formali che certificano la grave carenza infermieristica (e non solo) di cui si discorre. Oramai si lavora in cattività in ogni angolo del "Perrino", dalle terapie intensive alle sale operatorie, dai reparti specialistici alle degenze. Il quadro diventa sempre più allarmante alla luce dei diversi dipendenti che man mano stanno andando in pensione e che non verranno sostituiti per via del blocco del turn-over".

La Cgil chiede responsabilità e scelte coraggiose celeri al direttore generale "prima che la situazione imploda in tutta la sua drammaticità e chiede a tutti i responsabili istituzionali, ognuno nel rispetto di ruoli e prerogative, di voler dichiarare lo "stato di crisi", attivando un tavolo di monitoraggio permanente per affrontare tutte le criticità evidenziate che non garantiscono i livelli minimi assistenziali".

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