Ceglie, mistero tumori: interrogazioni

CEGLIE MESSAPICA – Nel mese di settembre e in quello successivo di ottobre, il deputato Antonio Gaglione e il consigliere regionale Maurizio Friolo hanno ripreso la sollecitazione di Salute Pubblica sull’eccesso di tumori polmonari tra le donne di Ceglie Messapica. L’intervento dei due rappresentanti istituzionali potrebbe indurre le amministrazioni competenti ad avviare gli improrogabili approfondimenti.

Ceglie Messapica

CEGLIE MESSAPICA – Nel mese di settembre e in quello successivo di ottobre, il deputato Antonio Gaglione e il consigliere regionale Maurizio Friolo hanno ripreso la sollecitazione di Salute Pubblica sull’eccesso di tumori polmonari tra le donne di Ceglie Messapica. L’intervento dei due rappresentanti istituzionali potrebbe indurre le amministrazioni competenti ad avviare gli improrogabili approfondimenti.

Diciotto casi di decessi per tumore di trachea, bronchi e polmone, tra le donne, in 9 anni, dal 2000 al 2009 solo nella città di Ceglie Messapica. Questo risultato è venuto fuori in un convegno promosso dall’amministrazione comunale: “Diciotto casi nell’ultimo decennio – sottolineava un dirigente del Dipartimento di Prevenzione della Asl di Brindisi durante il convegno – sono ancor più di quelli contati in ciascuno dei decenni precedenti”.

Nel corso dello stesso incontro, un dirigente Arpa, ha riportato alcuni dati dell’inventario delle emissioni in atmosfera da cui emerge un alto contributo della città di Ceglie – oltre il 50% - alle emissioni provinciali, per il macrosettore “processi produttivi” in corrispondenza dei Composti Organici Volatili (Cov). Adesso, in quest’ultimi, ci sono anche gli idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) “un sicuro cancerogeno per i polmoni”.

Salute Pubblica il 10 settembre scorso era ritornata sul problema, peraltro noto dal 2009, ricordando che “nel ventennio 1981-2001 si sono registrati 28 decessi nelle donne per tumore di trachea, bronchi e polmone, con un rapporto standardizzato di mortalità pari a 222,2, cioè 2,2 volte l'atteso. In altri termini, stando alla media regionale – un riferimento che pur comprende il dato critico di Brindisi e Taranto e di alcuni comuni della provincia di Lecce - ci si sarebbero aspettati 13 casi nello stesso periodo. Invece sono stati più del doppio”.

Il 26 ottobre scorso il senatore Antonio Gaglione, ha indirizzato al ministro della Salute una interrogazione a risposta scritta chiedendo “se non sia necessario da parte del Ministero della salute avviare accertamenti anche per il tramite dell'Istituto superiore di sanità per verificare l'esistenza di rischi ancora attivi per la salute della popolazione di quel comune attraverso l'aggiornamento del dato epidemiologico ad anni più recenti e con l'analisi dei singoli casi e delle attività economiche insistenti sul territorio in questione”.

Il consigliere Friolo, invece, il 16 ottobre scorso ha interrogato il presidente della giunta regionale, l’assessore regionale alle Politiche della Salute e l’assessore regionale alle Politiche Ambientali per sapere: “se la Asl Brindisi e l’Arpa Puglia, ognuno per le proprie competenze, hanno attivato tutte le procedure atte ad individuare, attraverso lo studio delle attività produttive altamente inquinanti presenti nel tempo nella zona, le cause di ciascuno dei casi occorsi di decessi per tumore di trachea, bronchi e polmone, sempre tra le donne, nella stessa città di Ceglie Massapica; se sono state individuate e rimosse le cause di tale epidemia mettendo al riparo altre persone da un così grave rischio per la salute”.

Pertanto i predetti interventi, potrebbero, nei prossimi giorni o settimane, attivare l’intervento delle amministrazioni competenti affinchè si possa procedere e quindi avviare un attento approfondimento sulla situazione di Ceglie Messapica.

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