Giovedì, 13 Maggio 2021
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Confindustria sulla riforma sanitaria: "Si conviva con bilanci veri"

BRINDISI – Sulla riforma del servizio sanitario nazionale interviene anche la Commissione Sanità di Confindustria Puglia, che in una nota afferma: “La Commissione Sanità di Confindustria Puglia apprezza il realismo con cui, nelle dichiarazioni programmatiche per la legislatura 2010-2015, il presidente della regione Puglia, Nichi Vendola, ha ammesso l’esigenza di “forti interventi correttivi” nella organizzazione e gestione del servizio sanitario regionale".

BRINDISI - Sulla riforma del servizio sanitario nazionale interviene anche la Commissione Sanità di Confindustria Puglia, che in una nota afferma: "La Commissione Sanità di Confindustria Puglia apprezza il realismo con cui, nelle dichiarazioni programmatiche per la legislatura 2010-2015, il presidente della regione Puglia, Nichi Vendola, ha ammesso l'esigenza di "forti interventi correttivi" nella organizzazione e gestione del servizio sanitario regionale. La Corte dei Conti, ha recentemente rilevato che nelle regioni con "crescenti squilibri finanziari sono spesso associate una maggiore inappropriatezza delle prestazioni e una minor qualità dei servizi resi", confermando l'analisi del rapporto Cerm 9 novembre 2009. Il rapporto afferma che la Puglia presenta una elevata sovraspesa, rispetto al finanziamento disponibile, e una bassa qualità del servizio, che continua ad alimentare cospicui flussi di migrazione dei pazienti verso i centri sanitari delle regioni del centro e nord Italia.

Gli interventi che la Giunta regionale si accinge ad attuare costituiranno, dunque, un organico piano di riqualificazione dell'offerta di prestazioni e dell'organizzazione del sistema delle aziende sanitarie per evitare i reiterati disavanzi correnti e per ripianare il debito di enormi dimensioni accumulatosi per la mancanza di interventi correttivi. Nessuna organizzazione può infatti realizzare in maniera duratura ed efficace i suoi fini istituzionali se non convive con i vincoli di bilancio; a maggior ragione se si tratta del servizio sanitario che - come ricorda lo studio di Confindustria del 2006 - con la sua filiera produttiva rappresenta la terza azienda d'Italia con l'11% del Pil e il 6% di occupati".

Confindustria Puglia ritiene "positive per la riforma del sistema sanitario regionale le recenti aperture della Giunta regionale verso la finanza di progetto, che accelererebbe, integrando i finanziamenti pubblici disponibili, ma non ancora utilizzati, e valorizzando il patrimonio disponibile, il rinnovamento strutturale e tecnologico delle aziende sanitarie pubbliche, dando slancio a tutti i settori economici".

Come implicitamente affermano le dichiarazioni programmatiche del presidente Vendola, questo è il tempo della responsabilità per gli amministratori, gli operatori, i cittadini. Il percorso riformatore che la Regione si accinge ad intraprendere deve, per recuperare i ritardi rispetto alle regioni con migliore performance, fondarsi sull'attivazione di strumenti di analisi e controllo della domanda. Il coinvolgimento dei medici di famiglia, la programmazione efficiente dell'offerta sanitaria territoriale ed ospedaliera, la competizione qualitativa tra strutture pubbliche e private, la gestione aziendale che persegua l'economicità nella erogazione delle prestazioni: sono questi gli obiettivi per una visione di stabilità e di evoluzione che consenta al mondo imprenditoriale di prospettare il quadro di sviluppo del settore nel medio e lungo termine verso un sistema di prevenzione piuttosto che di cura.

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