Da Ceglie accuse al manager Asl

CEGLIE MESSAPICA – Dopo le richieste di dimissioni dei sindacati, anche da alcune parti politiche pressing sul direttore generale della Asl di Brindisi.

L'ospedale di Ceglie Messapica

CEGLIE MESSAPICA – Dopo le richieste di dimissioni dei sindacati, anche da alcune parti politiche pressing sul direttore generale della Asl di Brindisi, Paola Ciannamea, ultima in ordine cronologico la critica da parte del presidente del consiglio comunale di Ceglie Messapica, Nicola Ciracì. “ Risulta ogni giorno più evidente il tracollo della gestione amministrativa dell’amministratore della Asl dottoressa Paola  Ciannamea e prova né il vero e proprio smantellamento che sta avvenendo, nel silenzio di tanti, del laboratorio di analisi dell’unità di Francavilla –scrive Ciracì in una nota - ed in particolare di quello di Ceglie Messapica che è oramai ridotto alla chiusura di fatto”.

“Con motivazioni che non si comprendono è stata autorizzata la mobilità verso Asl di altra provincia e senza sostituzione  dell’unico dirigente medico assegnato a Ceglie e come se non bastasse, con la scusa della provvisorietà, è stata trasferita uno dei tecnici di laboratorio, in attesa di una futuribile riorganizzazione della rete dei laboratori analisi”, segnala il dirigente del Pdl.

A Ceglie Messapica “di fatto è come se il laboratorio di analisi non esistesse più, ridotto solo a un tecnico al giorno a fronte di 22.000 esami mensili e ad analisi per terapie anticoagulanti che vengono effettuate a oltre 400 cittadini. Credo che – dice Ciracì - solo l’abnegazione del personale consenta la normale attività, probabilmente per qualche settimana ancora”.

“Questo smantellamento è inoltre la prova che a fronte della dichiarata volontà di istituire il Centro Risvegli, la realtà è che lo stesso rimane uno specchietto per le allodole per  tranquillizzare i cittadini, visto che ad oggi la regione Puglia non ha mai prodotto atti in tal senso”, accusa il consigliere comunale di Ceglie.

“Tale intollerabile situazione non può essere accettata e oltre le già richieste da più parti dimissioni dell’amministratrice, devono portare a un risveglio delle coscienze dei cittadini che non possono essere maltrattati giornalmente persino nei servizi essenziali che riguardano la salute”, conclude il comunicato.

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