Fibromialgia: "Non siamo malati immaginari, chiediamo rispetto e dignità"

Lo sfogo di Anna D'Accico, mamma di famiglia brindisina che combatte da 15 anni con la sindrome fibromialgica. "Noi fibromialgici vogliamo avere gli stessi diritti degli altri malati"

BRINDISI – Anna D’Accico, madre di due figli, è affetta da sindrome fibromialgica, una forma comune di dolore muscoloscheletrico diffuso e di affaticamento che colpisce approssimativamente 1.5 – 2 milioni di Italiani. Da una decina di giorni la sindrome ha tornato a farsi sentire, costringendola sul letto, attaccata alle flebo.

Nonostante i dolori lancinanti, Anna ha trovato la forza di scrivere sulla propria pagina Facebook un lungo e dettagliato post in cui manifesta tutto il suo disappunto per la bocciatura della mozione a sostegno delle persone affette da fibromialgia presentata in consiglio regionale dal consigliere Gianluca Bozzetti, del Movimento 5 stelle, e allo stesso tempo cerca di accendere un faro sui disagi e sulla situazione di estrema difficoltà in cui vivono le persone alle prese con questa sindrome.

La fibromialgia provoca dolore nei muscoli e nelle strutture connettivali fibrose (i legamenti e i tendini). Questa condizione viene definita “sindrome” poiché esistono segni e sintomi clinici che sono contemporaneamente presenti (un segno è ciò che il medico trova nella visita; un sintomo è ciò che il malato riferisce al dottore). “Nonostante i malati ad oggi di questa malattia, non degenerativa per fortuna ma invalidante, siano davvero tanti, troppi – scrive Anna sul suo profilo Facebook – la fibromialgia non è ancora (vergognosamente) riconosciuta e, ahimè, da molti medici e personale infermieristico non conosciuta”.

“Noi malati non veniamo assistiti in Pronto soccorso, non abbiamo diritto a esenzioni, abbiamo difficoltà a prenotare determinati accertamenti, perchè la parola " fibromialgia  "il computer non la trova e quindi le ricette mediche sono classificate sotto altre voci di malattie conosciute”.

Anna rimarca che “ad oggi non c'è una vera e propria cura che ci dia delle speranze e i medici con noi fibromialgici brancolano nel buio completo. E cosa peggiore per noi è iniziare a soffrirne”. Anna parla delle difficoltà che si incontrano ogni giorno a convivere con una malattia “autoimmune e psicosomatica”, da alcuni definita immaginaria, “ma che di immaginario non ha proprio un bel niente”. Parla anche del dolore e della frustrazione che prova una mamma nel dover essere accudita dai figli di 9 e 14 anni, nei periodi in cui il male si manifesta.

Anna si dice stanca di sentirsi “trattata come una malata di Serie B”, spiegando che non può neanche permettersi di provare delle emozioni comuni. “Noi fibromialgici – prosegue su Facebook Anna - vogliamo evere gli stessi diritti degli altri malati. Quindi chiediamo più rispetto, più dignità, più assistenza medica e morale: basta a ghettizzarci e far finta che noi non esistiamo. Il dolore fisico, anche se non si vede, sappiate che c'è ed è quotidiano. E allora fateci sentire meno soli e abbandonati al nostro destino di fibromialgici a vita”. 

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