Il manager Asl incontra il procuratore: "Con gli assistiti morti rimasti in elenco non c'entro"

BRINDISI – Rodolfo Rollo, direttore generale dell’Azienda sanitaria di Brindisi, si è incontrato con il procuratore Marco Di Napoli. L’incontro lo aveva chiesto Rollo a margine dell’inchiesta giudiziaria che coinvolge un centinaio di medici generici accusati di avere intascato il compenso dalla Asl per assistiti ormai da tempo passati a miglio vita.

Rodolfo Rollo

BRINDISI - Rodolfo Rollo, direttore generale dell'Azienda sanitaria di Brindisi, si è incontrato con il procuratore Marco Di Napoli. L'incontro lo aveva chiesto Rollo a margine dell'inchiesta giudiziaria che coinvolge un centinaio di medici generici accusati di avere intascato il compenso dalla Asl per assistiti ormai da tempo passati a miglio vita.

Il direttore generale ha detto al procuratore che tanto lui, quanto tutta la dirigenza della struttura sanitaria è a disposizione dell'autorità giudiziaria "per poter chiarire la complessa problematica dell'anagrafe assistiti, gestita dalle vecchie Unità sanitarie locali, poi confluite nell'Azienda sanitaria di Brindisi dai primi anni Ottanta sino al 2007, anno in cui è nato il nuovo sistema informativo sanitario regionale, collegato con l'anagrafe del ministero dell'Economia e delle Finanze".

Rollo ha aggiunto: "Il procuratore ha preso atto della disponibilità e si è riservato di prendere iniziative in merito". La vicenda delle informazioni di garanzia ai medici di famiglia è esplosa l'altro giorno a seguito di una nota diffusa dallo Snami di Puglia a firma del presidente Antonio Chiodo, con la quale esprimeva solidarietà a colleghi raggiunti da informazione di garanzia per truffa continuata.

E in un'altra nota Chiodo ha respinto gli attacchi rivolti a Rollo: "Non condividiamo gli attacchi al Direttore Generale della ASL di Brindisi dr. Rollo, recente erede di una gestione sanitaria che negli anni si è dimostrata di opinabile qualità. I pazienti deceduti dovevano essere cancellati dall'elenco degli assistiti oltre 15 anni or sono, ovvero allorquando altri erano titolari della responsabilità gestionale dell'azienda sanitaria brindisina".

E si meraviglia come mai la giustizia non sia uniforme nelle sue valutazioni di una stessa questione: "Continuiamo a non comprendere le ragioni per le quali l'autorità giudiziaria di Lecce (per esempio) ha escluso da subito da ogni responsabilità i medici, mentre quella di Brindisi ha puntato subito l'indice si di essi. Confidiamo in un'equa giustizia che accerti le responsabilità personali di tutti, nessuno escluso".

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