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Inaugurata la Pet Tac all’ospedale Perrino di Brindisi

BRINDISI – Sono stati inaugurati oggi e saranno operativi entro un paio di settimane i mille metri quadrati del nuovo reparto di medicina nucleare dell’ospedale Perrino di Brindisi. “Un risultato importante” lo ha definito l’assessore regionale alla sanità Tommaso Fiore che completa l’offerta diagnostica del presidio per la cura dei tumori.

BRINDISI - Sono stati inaugurati oggi e saranno operativi entro un paio di settimane i mille metri quadrati del nuovo reparto di medicina nucleare dell'ospedale Perrino di Brindisi. "Un risultato importante" lo ha definito l'assessore regionale alla sanità Tommaso Fiore che completa l'offerta diagnostica del presidio per la cura dei tumori.

La strumentazione della Pet Tac, arrivata a Brindisi anche grazie alla petizione della Fondazione Futura Pet presieduta da Mario Criscuolo, consentirà gli studi diagnostici in ambito oncologico, cardiologico e neurologico e per il suo funzionamento dagli altri due centri italiani, Milano e Napoli, sono anche arrivati due nuovi medici che affiancheranno Bernardo Scarano primario del reparto. Necessario per rispondere alla nuova normativa, ha spiegato il direttore generale dell'Asl Rodolfo Rollo, è stato ristrutturare completamente il reparto già esistente e creare le camere per il trattamento dei farmaci e quelle per i pazienti.

"Con questa inaugurazione avviamo un percorso terapeutico e diagnostico di grande qualità - ha spiegato Rollo - questo è stato possibile soprattutto grazie ad un approccio plurispecialsitico e interprofessionale. Un lavoro in sinergia tra medici nucleari, radiologi, radioterapisti, fisici, radio farmacologi, informatici, tecnici di radiologia medica e infermieri professionali, con una particolare attenzione al rischio clinico attraverso la realizzazione di tutti i sistemi di sicurezza, sia per gli operatori che per i pazienti, in materia di radioprotezione e definizione di protocolli diagnostici".

Ma la crescita del Perrino nel suo complesso è stato anche un argomento su cui l'assessore Fiore ha voluto soffermarsi. "Allargano le potenzialità professionali degli operatori - ha dichiarato l'assessore regionale - cresce infatti anche il livello di protezione del paziente e aumentano le opportunità diagnostiche e terapeutiche per tutti i cittadini ma soprattutto si crea la possibilità e lo stimolo per formare professionalità necessarie a questo tipo di strutture".

Dalle donazioni di aziende a quelle delle famiglie più umili, ha ricordato anche il presidente Criscuolo, tutti hanno contribuito alla realizzazione di questo reparto: il suo avvio è legato ad una prima fase di test che saranno necessari per calibrare il sistema, poi sarà utilizzato sui pazienti ricoverati ed infine su quelli provenienti da altri centri.

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