"Col Piano di Riordino la Asl Brindisi si avvia verso il declassamento"

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una nota a firma del segreterio generale della Cgil di Brindisi, Antonio Macchia, e dal responsabile della Funzione Pubblica Cgil Medici, Fulvio Picoco

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo integralmente una nota a firma del segreterio generale della Cgil di Brindisi, Antonio Macchia, e dal responsabile della Funzione Pubblica Cgil Medici, Fulvio Picoco, sul rischio di declassamento della Asl di Brindisi alla luce del Piano di Riordino della Regione Puglia.

Si deve prendere atto che sempre più sugli organi di stampa si leggono valutazioni critiche rispetto alla situazione della rete ospedaliera nella Asl Br così come la rete territoriale, allo stremo  in termini strutturali e delle risorse disponibili. Ormai il sistema sanitario brindisino sembra trovare un suo equilibrio sempre più in basso. Il decreto ministeriale 70/2015 doveva  garantire possibilità di intervento in urgenza e di cura omogenei su tutto il territorio nazionale e quindi anche nel nostro territorio, ma nel “Piano di Riordino” della Regione Puglia questo principio non è  rispettato, né in termini di posti letto, né di strutture ospedaliere presenti, né in termini di potenziamento del territorio, così come più volte e da tempo la nostra organizzazione sindacale ha denunciato.

Ma come è possibile che nel nostro territorio sia previsto un solo ospedale di base (Ostuni) per un bacino di oltre 400.000 abitanti (il DM 70 ne prevede uno ogni 80.000-150.000 abitanti)! Non c’è possibilità di risposta adeguata ai bisogni delle persone né di  filtro verso gli ospedali di primo livello (Francavilla Fontana) e soprattutto di “eccellenza” (Brindisi) che peraltro, sempre in ossequio al DM 70 dovrebbe avere altre specialità (chirurgia toracica,…). Se a ciò aggiungiamo un territorio ancora non in grado di garantire una presa in carico adeguata della domanda di salute e liste di attesa lunghe per esami e visite specialistiche differibili, è purtroppo chiaro perché nel nostro territorio ci troviamo in una situazione ormai così critica.

Non c’è da meravigliarsi poi che la Asl Br non abbia capacità di attrazione e di mantenimento di risorse umane e professionali su cui investire per rendere possibile un salto di qualità nei nostri servizi. Questo è un problema complesso e delicato, che parte da lontano e che si interseca con il temuto declassamento della Asl Brindisi, le cui le responsabilità sono molteplici e che per essere rimosso richiede rispetto delle norme, investimento in risorse umane, valorizzazione delle professionalità, del merito e la introdurre di sistemi di miglioramento continuo della qualità organizzativa e assistenziale.

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