Asl, la Corte dei Conti dice “no” al bilancio consuntivo 2012

“Criticità su perdita d’esercizio, pignoramenti, interessi di mora, spese e consulenze non sanitarie”. Le motivazioni depositate solo il 13 gennaio scorso: la sezione regionale a dicembre 2014 aveva assegnato 60 giorni per le azioni correttive

La direzione della Asl di Brindisi

BRINDISI – La Corte dei Conti ha detto “no” al bilancio della Asl, versione 2012, perché ha riscontrato sette criticità che riguardano la gestione delle spese, anche non sanitarie, rispetto alle quali ha assegnato 60 giorni per le azioni correttive. Peccato che la deliberazione sia stata depositata solo lo scorso 13 gennaio, vale a dire un anno e un mese dopo il giorno dell’adunanza fissata mesi e mesi dopo la relazione del collegio sindacale da cui tutto è partito.

Tempistica a parte, la sezione regionale di controllo per la Puglia della Corte dei Conti  ha evidenziato dubbi una serie di aspetti, in sede di “esame del questionario trasmesso dal Collegio sindacale dell’Azienda sanitaria locale di Brindisi, rispetto al quale è stata avanzata richiesta istruttoria con nota dell’11 luglio 2014.

La Asl ha fornito i chiarimenti a distanza di 30 giorni, ma all’esame della documentazione depositata il “magistrato istruttore ha rilevato non superate le seguenti criticità: perdita di esercizio, vincoli alle disponibilità liquide, mancato accantonamento del fondo per interessi moratori nel bilancio” e ancora “valutazione delle rimanenze di magazzino, mancato raggiungimento dell’obiettivo di riduzione del 5 per cento degli importi e delle connesse prestazioni dei contratti in essere” e infine “il superamento del tetto della spesa farmaceutica ospedaliera  e il mancato raggiungimento dell’obiettivo di riduzione del costo delle consulenze”.

Il confronto tra le parti è avvenuto il 14 dicembre 2014, da un lato  il collegio dei magistrati, con Luca Fazio presidente facente funzioni, e dall’altro gli allora direttori generale e amministrativo della Asl (i vertici, nel frattempo, sono stati cambiati su decisione della Regione”. La gestione della Asl, al 31 dicembre 2012, ha “evidenziato una perdita pari a 18mila euro (circa), in conseguenza della quale il collegio sindacale ha espresso parere non favorevole.

Sul punto l’amministrazione dell’azienda sanitaria brindisina ha sottolineato “l’esiguità dell’importo pari esattamente a 17.742 euro e ha attivato le azioni previste nel piano di rientro”, tanto che nel 2013 “risultava assorbita” con utile pari a 4.697 euro. Non solo. “Nelle memorie trasmesse, si è chiarito che l’andamento positivo registrato nel 2013 è proseguito anche nel 2014 con una previsione di 86mila euro”.

In sede istruttoria, inoltre, sono emersi “pignoramenti sulle disponibilità liquide presso l’istituto tesoriere”: si tratta di un milione e 200mila euro. Nella memoria della Asl è stato precisato che la “situazione è in fase di miglioramento con un’ulteriore contrazione dei crediti ancora da onorare pari a 351.398,35 euro e con conseguente svincolo dell’importo totale di 850.943,61”. Contestualmente si è “registrata una riduzione dei tempi medi di pagamento che sono passati da 227 giorni nel 2012 a 139 nel 2013.

Il rilievo della Corte dei conti è rimasto ricordando che le “difficoltà di procedere tempestivamente al pagamento dei fornitori, costituiscono un sintomo di uno squilibrio finanziario, suscettibile di compromettere gli equilibri economici in ragione dei maggiori oneri per interessi moratori e per l’inevitabile contenzioso”, tra decreti ingiuntivi e pignoramenti.

Nel questionario, inoltre, il collegio sindacale ha evidenziato che “nella valutazione delle rimanenze di magazzino non si è tenuto conto anche di eventuali scorte di reparto e di proprietà dell’azienda, ma fisicamente ubicate presso terzi”. La Asl ha replicato sottolineando nel 2013 è stato attivato l’inventario anche con procedura informatica.

Rispetto, poi, alla spesa farmaceutica ospedaliera nel 2012 è stata pari a 25.795.152, 45 euro e “tale dato rappresenta il 4,15 per cento della quota base pesata assegnata dal Dief, il documento di indirizzo economico-finanziario e del servizio sanitario regionale”. Secondo l’Azienda non si è riusciti ad arrivare al 2,4 per cento perché c’è stato un “aumento nell’uso di farmaci innovativi”, alquanto costosi come anticorpi monoclonali, interferoni e antianemici.

Infine, in ordine alle consulenze è emerso che “il costo, nell’esercizio 2012 è aumentato del 9,5 per cento rispetto al 2011”. La Asl ha precisato che l’aumento riguarda solo le consulenze non sanitarie. E la Corte ha invitato anche su questo aspetto ad adottare “provvedimenti idonei a superare le irregolarità riscontrate entro 60 giorni”. Peccato che la notifica sia arrivata con notevole ritardo. Un anno e passa dopo.

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