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La Cgil: "Non chiudere l'ospedale di Ceglie prima di attivare servizi alternativi"

CEGLIE MESSAPICA – La responsabilità dei tagli alla sanità ricade interamente sulle politiche finanziarie del governo Berlusconi, e c’è anche il ministro Raffaele Fitto che sta giocando un ruolo negativo nei confronti della possibilità di attuare servizi alternativi nei territori dove verranno disattivate intere unità ospedaliere. Ma anche la Regione Puglia deve compiere una scelta: quella di non chiudere ospedali prima di aver concretizzato il piano dei servizi sanitari sostitutivi, e comunque legati ad esigenze precise di assistenza. Lo dice la Cgil Funzione Pubblica di Brindisi che per l’11 giugno, sabato, ha in detto una manifestazione a Ceglie Messapica mirata su tali problematiche, rivolgendo un messaggio al prefetto, al questore e al direttore generale della Asl di Brindisi, ma anche al governatore Nichi Vendola e all’assessore regionale alla Sanità, Fiore.

CEGLIE MESSAPICA - La responsabilità dei tagli alla sanità ricade interamente sulle politiche finanziarie del governo Berlusconi, e c'è anche il ministro Raffaele Fitto che sta giocando un ruolo negativo nei confronti della possibilità di attuare servizi alternativi nei territori dove verranno disattivate intere unità ospedaliere. Ma anche la Regione Puglia deve compiere una scelta: quella di non chiudere ospedali prima di aver concretizzato il piano dei servizi sanitari sostitutivi, e comunque legati ad esigenze precise di assistenza. Lo dice la Cgil Funzione Pubblica di Brindisi che per l'11 giugno, sabato, ha in detto una manifestazione a Ceglie Messapica mirata su tali problematiche, rivolgendo un messaggio al prefetto, al questore e al direttore generale della Asl di Brindisi, ma anche al governatore Nichi Vendola e all'assessore regionale alla Sanità, Fiore.

"Il Piano di rientro della Regione Puglia 2010 - 2012, imposto dal governo Berlusconi per obiettivi di bilancio, ha previsto - tra l'altro - un regolamento di riordino della rete ospedaliera pugliese, con la riqualificazione delle strutture ospedaliere da chiudere e riconvertire", afferma nella lettera il sindacato di categoria della Cgil. "La Funzione Pubblica Cgil, pur rifuggendo alle varie spinte localistiche da più parti poste in essere, ha espresso una forte contrapposizione a tale Piano di rientro, in una logica di sistema, ritenendolo inadeguato, poiché è assente un'analisi qualitativa della spesa, che permetta di collegare i risultati di bilancio all'assistenza offerta ai Cittadini nel rispetto dei Lea: vengono falcidiati posti letto e servizi, tagliati posti in dotazione organica espellendo dal circuito lavorativo i Lavoratori precari, attuando il blocco del turn - over, ed altro", sostiene il sindacato.

"Come se ciò non bastasse, gli ospedali interessati alla prevista fase di riconversione in servizi e/o presidi territoriali sono fermi e i Servizi residenziali e semiresidenziali (Rsa) sono stati addirittura bloccati dal ministro degli Affari Regionali, Raffaele Fitto, il quale ha impugnato dinanzi alla Corte Costituzionale la legge n.5/2011 attraverso cui la giunta regionale fissa le "norme in materia di residenze sanitarie e sociosanitarie assistenziali". Praticamente, denuncia la Cgil, "diversi ospedali della Puglia, tra cui l'ospedale di Ceglie Messapica di cui all'oggetto, chiudono i battenti (per chissà quanto tempo o forse per sempre) senza garantire continuità assistenziale e contestualità nella realizzazione dei processi di riconversione".

La proposta del sindacato su questo punto è chiara: "Ed allora: se l'ospedale va a farsi benedire bisogna strutturare i servizi alternativi, per evitare che alle persone sofferenti, in carne ed ossa, venga reso impossibile il diritto alla salute. Per queste motivazioni rappresentate, la Fp Cgil informa di aver indetto per giorno 6 giugno '11 una manifestazione pubblica, a partire dalle 14, nei pressi dell'ospedale di Ceglie Messapica, affinchè venga dato seguito ai dispositivi normativi regionali e aziendali che prevedono, senza blocco dei servizi, la presenza dei seguenti servizi territoriali nel Comune di Ceglie: Ppit 118; Poliambulatorio specialistico anche sottoforma di day service; Cad (Centro assistenza dialitica); laboratorio di patologia clinica; servizio di radiologia territoriale con annessa apparecchiatura Tac; struttura di continuità assistenziale (a potenziamento della sicurezza sanitaria dei cittadini del territorio); medicina di gruppo; punto di accesso del sistema della integrazione socio-sanitaria; articolazione territoriale dei servizi del dipartimento di prevenzione; consultorio familiare; Csm attivo 12 ore; Servizi residenziali e semiresidenziali Rsa".

In conclusione, il sindacato Funzione pubblica della Cgil brindisina "invita la direzione generale della Asl Br/1 e la giunta regionale a voler avviare un'azione celere di riqualificazione dei servizi per rendere più appropriata l'offerta sanitaria, altrimenti si prenda la decisione di consegnare le chiavi degli ospedali a chi ritiene che i problemi vadano risolti con la logica dei tagli e con i ricorsi, invece di mettere mani a leggi nazionali assurde, che penalizzano soprattutto i ceti meno abbienti".

Sulla questione ieri erano intervenuti i consiglieri del centrosinistra. "I cegliesi devono sapere che un ministro pugliese ha proposto al Consiglio dei Ministri di impugnare la legge approvata dal Consiglio Regionale della Puglia per la istituzione delle Residenze Sanitarie Assistite. La nostra struttura ospedaliera era pronta per essere riconvertita, il direttore generale della Asl con apposita delibera aveva previsto l'attivazione di 60 Posti letto di Rsa con 3 moduli distinti per la senescenza, per la riabilitazione e per il disagio psichico", hanno detto Rocco Argentiero, Tommaso Argentiero, Donato Gianfreda e Nicola Trinchera.

"Un ministro della Lega non avrebbe mai impugnato una legge di una regione del Nord, ad esempio la Lombardia - accusano i quattro consiglieri di monoranza - mentre il pugliese Fitto, al quale ancora brucia la sconfitta del 2005, non ha invece perso l'occasione per ostacolare il governatore Vendola danneggiando i pugliesi e i cegliesi. La Direzione Generale dell'ASL deve mantenere fede a tutti gli impegni assunti dando corso alle procedure per l'attivazione dei poliambulatori specialistici distrettuali, del centro per i dializzati, della Tac , eccetera".

Ma c'è anche il problema del trasferimento del personale: "In queste ore si sta tentando di infliggere un duro colpo anche a tutto il personale in servizio presso la struttura di Ceglie, in particolare quello infermieristico che rischia il trasferimento in altre strutture ospedaliere , (Francavilla F.na, Ostuni e Brindisi). Siamo fortemente contrari - dichiarano i consiglieri del centrosinistra - al trasferimento in massa (circa 30 unità) dei lavoratori, essi non possono pagare per colpe non loro, riteniamo che la direzione generale deve immediatamente revocare il provvedimento preannunciato in questi giorni, trovando soluzioni adeguate alle giuste rivendicazioni dei lavoratori".

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