L'ortopedica raggirava fisco e Asl

BRINDISI – Eseguiva le visite mediche presso il suo ambulatorio privato per conto dell'Asl, nell'ambito del servizio “intramoenia allargata”, ma non dichiarava i compensi percepiti all'Azienda Sanitaria Locale, né produceva per gli stessi la relativa documentazione fiscale, evadendo anche il fisco. Nei guai per peculato e truffa ai danni delle amministrazioni e infedele presentazione della dichiarazione dei redditi, una dirigente medico di ortopedia del Brindisino, M.M. di 54 anni, con precedenti specifici.

Controlli della finanza

BRINDISI - Eseguiva le visite mediche presso il suo ambulatorio privato per conto dell'Asl, nell'ambito del servizio "intramoenia allargata", ma non dichiarava i compensi percepiti all'Azienda Sanitaria Locale, né produceva per gli stessi la relativa documentazione fiscale, evadendo anche il fisco. Nei guai per peculato e truffa ai danni delle amministrazioni e infedele presentazione della dichiarazione dei redditi, una dirigente medico di ortopedia del Brindisino, M.M. di 54 anni, con precedenti specifici.

A scoprire la truffa i militari della compagnia della Guardia di Finanza di Brindisi nell'ambito di una serie di servizi di polizia economico-finanziaria tesi proprio a portare alla luce questo genere di reati. L'ortopedico in questione è finito nel mirino delle fiamme gialle proprio per i suoi precedenti "specifici".

Articolate e complesse indagini hanno permesso di accertare che negli anni 2010 e 2011, il 16 per cento delle visite specialistiche effettuate dalla dirigente medico presso il proprio ambulatorio privato sito nel capoluogo (il cui costo si aggira intorno ai 60-70 euro e in alcuni casi anche 100), non è stato dichiarato né alla Asl, né al fisco. Il compenso della prestazione, quindi, era completamente a nero. Per lei è scattata la denuncia.

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