Malformazioni: indiziato l'inquinamento

BRINDISI - Uno studio non ancora pubblicato, condotto in sinergia dai ricercatori di fisiopatologia clinica del Cnr di Lecce e Pisa, dal dipartimento di neonatologia dell’ospedale “Perrino”, dalla Asl Br/1 e dall’Università di Pisa, ha messo in luce un dato inquietante relativo ai numerosi casi di malformazioni nei neonati brindisini tra il 2001 e il 2008.

Giuseppe Latini

BRINDISI - Uno studio non ancora pubblicato, condotto in sinergia dai ricercatori di fisiopatologia clinica del Cnr di Lecce e Pisa, dal dipartimento di neonatologia dell'ospedale "Perrino", dalla Asl Br/1 e dall'Università di Pisa, ha messo in luce un dato inquietante relativo ai numerosi casi di malformazioni nei neonati brindisini tra il 2001 e il 2008.

Dati così preoccupanti da indurre ad un'interrogazione parlamentare ben sei deputati del Partito Democratico, nessuno dei quali, peraltro, riferibili direttamente al territorio brindisino (si tratta di Maria Antonietta Farina Coscioni, Maurizio Turco, Marco Beltrandi, Rita Bernardini, Matteo Mecacci ed Elisabetta Zamparutti).

I dati sono il frutto di uno studio realizzato da undici ricercatori. Sono stati presentati a un recente convegno di neonatologia tenuto proprio a Brindisi: nel capoluogo si sono registrate, tra il 2001 e il 2008, ben 176 anomalie congenite di diversa gravità su un totale di 7.644 neonati, approssimativamente il 18 per cento in più rispetto al dato riportato dal registro europeo).

Di queste 176 malformazioni, ben 118 sono di natura cardiovascolare. Il dottor Giuseppe Latini, direttore del Dipartimento di neonatologia dell'ospedale "Perrino" si dice preoccupato. "Il problema è serio - ammette lo stimato specialista brindisino -, perché i dati degli ultimi nove anni rappresentano un dato di fatto: a Brindisi nascono troppi bimbi con deformazioni e, per tale ragione, le istituzioni devono darci una mano per capire il perché. L'impatto ambientale del polo industriale c'è ed è innegabile e, dunque, non si tratta certo di una mera coincidenza".

Questi dati, insomma, suggerirebbero, se non altro, l'istituzione in Puglia di un registro delle malformazioni congenite, cosi come esiste per la mortalità o per i ricoveri per malattie neoplastiche. I dati sono stati poi incrociati con altri disponibili presso l'Utin (unità di terapia intensiva neonatale) di Brindisi dal 1986.

Il dottor Emilio Gianicolo, ricercatore del Cnr di Lecce, riflette: "Abbiamo condotto lo studio e guardato ai dati che emergevano con estrema cautela, li abbiamo sottoposti ad un lungo processo di verifica, ma alla fine li abbiamo ritenuti validi. Non abbiamo la possibilità di attribuire direttamente le malformazioni all'inquinamento di Brindisi, ma i numeri sono preoccupanti ed innegabili".

"Non esiste in Puglia - prosegue Gianicolo - un registro per le malformazioni neonatali né un registro per gli aborti eseguiti allorquando sul feto è stata riscontrata una grave malformazione. In assenza di misure di prevenzione, dobbiamo approfondire cause ed effetti, sebbene le cause delle malattie congenite possono essere molteplici. Aspettiamo in ogni caso che lo studio sia pubblicato e vediamo cosa succede con l'interrogazione parlamentare rivolta al ministro della Salute, Ferruccio Fazio".

I deputati interroganti chiedono al ministro una conferma o una smentita sul contenuto e l'esito dell'indagine degli undici ricercatori e quali urgenti iniziative di competenza si intendono promuovere.

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