Manifestazione contro la Asl al Melli

SAN PIETRO VERNOTICO – Perché non si sono ancora attivati i posti letto previsti per il recupero e la riabilitazione pneumologia e cardiologica?

L'ospedale Melli di S.Pietro

SAN PIETRO VERNOTICO – Perché non si sono ancora attivati i posti letto previsti per il recupero e la riabilitazione pneumologia e cardiologica? Perché non sono stati ancora attivati tutti i posti previsti per la lungodegenza? Perché non sono state ancora trasferite le unità ospedaliere di geriatria, medicina e pneumologia nei nuovi reparti già ristrutturati con soldi pubblici?

Sono queste alcune domande che i sindacati della sanità di Cgil, Cisl Uil si pongono riguardo all'ospedale Ninetto Melli di San Pietro, anch'esso travolto dai tagli attuati dalla Regione in seguito alle disposizioni del governo nazionale, e dalla cattiva gestione, a detta dei sindacati, operata dall'Asl di Brindisi. I sindacati hanno organizzato una manifestazione pubblica per lunedì 26 agosto nel nosocomio sanpietrano, stessa forma di protesta già messa in scena nei giorni scorsi a Ostuni e Brindisi, in cui si chiede al direttore generale dell'asl di Brindisi di consegnare le dimissioni.

“Perché da più di un anno risultano essere ancora accorpate in un’area inidonea i reparti di Geriatria e Medicina (rispettivamente 10 e 15 posti letto), determinando una situazione che definirla di grave disagio è puro eufemismo e certamente non rende chiaro il contesto in cui sono costretti a sottostare i lavoratori e soprattutto i pazienti ricoverati: un solo bagno a disposizione dei ricoverati spesso portatori di gravi disabilità, spazi stretti ed angusti, camere piccole non essendoci lo spazio per accedervi con i vari presidi. Perché si è applicato il piano di rientro e di riqualificazione del sistema regionale 2010-2012- odifica ed Integrazione del Reg.Regionale 7 Giugno 2012, n. 11, di riordino della rete ospedaliera della Regione Puglia, solo nella parte in cui si prevedono dismissioni?”.

La manifestazione avrà luogo dalle 10 alle 12 ed è aperta alla partecipazione di tutti i cittadini. “Le gravi problematiche esistenti nel suddetto ospedale, non sono altro che la punta di un icerberg di una serie di gravi criticità di cui è vittima il sistema sanitario pubblico del nostro territorio sempre più inadeguato a rispondere alla domanda di salute dei cittadini. Qual è il disegno che c’è dietro questa sciagurata progettualità? Forse il servizio sanitario pubblico nella nostra provincia è destinato a morire dopo lenta agonia, così come il diritto dei cittadini alle cure migliori possibili?".

La verità è, concludono i sindacati, " che manca ormai da tempo una strategia aziendale, capace di introdurre elementi di buon governo: concertazione, riconversione e riqualificazione della spesa, indicatori di percorso, controllo, obiettivi chiari ed indicatori di risultato. E’ assente soprattutto una programmazione di lungo respiro, ovvero un’azione prospettica, e il tutto si riduce ad una gestione meramente ragionieristica, con la quale si tagliano a tutto spiano posti letto e personale, senza nemmeno procedere alle previste nuove attivazioni di unità operative e servizi”.

 

 

 

 

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