Martedì, 19 Ottobre 2021
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Medici: "Ospedali, ecco le nostre idee"

BRINDISI – Tutti i presidenti dei vari ordini dei medici delle province pugliesi si sono riuniti nei giorni scorsi per fare il punto sulla situazione attuale sanitaria pugliese. Hanno redatto un documento nel quale spiegano al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, al presidente del Consiglio regionale e all'assessore regionale alle Politiche della salute, le modifiche da attuare al nuovo piano di riqualificazione del Sistema Sanitario Regionale 2010/2012.

BRINDISI - Tutti i presidenti dei vari ordini dei medici delle province pugliesi si sono riuniti nei giorni scorsi per fare il punto sulla situazione attuale sanitaria pugliese. Hanno redatto un documento nel quale spiegano al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, al presidente del Consiglio regionale e all'assessore regionale alle Politiche della salute, le modifiche da attuare al nuovo piano di riqualificazione del Sistema Sanitario Regionale 2010/2012.

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I presidenti degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Puglia riuniti a Bari il 15 giugno, hanno esaminato gli affetti della riorganizzazione del Servizio Sanitario Regionale sull'esercizio della professione medica e sull'assistenza sanitaria considerato che il Servizio sanitario della Puglia è stato storicamente basato su una molteplicità di strutture ospedaliere (fino al 2011 erano ben 100 gli ospedali pubblici attivi, oltre alle strutture ospedalieri private) e su una rete di assistenza territoriale, costituita essenzialmente dagli ambulatori dei medici di medicina generale/pediatri di libera scelta e in misura minore, da ambulatori specialistici distrettuali, insufficiente a garantire, con questo modello organizzativo, tutti quei servizi assicurati sinora in maniera non appropriata dagli ospedali.

"La pur doverosa e necessaria riduzione del numero degli ospedali - fanno sapere dalla riunione dei presidenti degli ordini - (attualmente sono 42 i presidi pubblici) e del numero di posti letto non ha portato ad una riqualificazione dell'assistenza ospedaliera e sanitaria, in generale per il mancato potenziamento della medicina del territorio (in termini di risorse umane e materiali e modalità organizzative)" . " Il riordino ospedaliero si è limitato, nei fatti, alla disattivazione di piccole e spesso fatiscenti strutture, senza tenere in debito conto che l'efficienza degli ospedali va perseguita e valutata su requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi (come ben documentato dalle normative nazionali e regionali in materia di accreditamento)".

In particolare: l'attuale rete ospedaliera (circa 42 ospedali per poco più di 4 milioni di residenti) è ancora pletorica e obsoleta: alcuni ospedali - rilevano gli ordini dei medici pugliesi - risalgono addirittura a oltre un secolo. È urgente e indifferibile la costruzione di nuovi ospedali, di circa 400 posti letto rispetto a un bacino di circa 200 mila utenti, riprendendo quanto già previsto dal Piano Regionale della Salute 2008-2010 e mai attuato; salvo pochi atti regionali di programmazione per alcune grandi tecnologie (es Pet/Tac) ancora da realizzare, è urgente un Piano regionale delle tecnologie biomediche, che permetta alle strutture sanitarie di utilizzare con efficienza quanto viene offerto dalle scienza e dalle tecnologie biomediche.

Riguardo i requisiti organizzativi, "la storica carenza di personale medico e sanitario (già determinato con il blocco delle assunzioni nel 2000-2005) non ha mai permesso l'attuazione di modelli organizzativi che permettessero la piena funzionalità nelle 24 ore delle strutture. Il vigente blocco del turn over ha aggravato la situazione in quanto il personale effettivamente collocato a riposo ha raggiunto il 5-6% per anno del personale in servizio, molto più di quanto previsto (1-2%) dal Piano di Rientro", osservano i medici. "Inoltre, la vicenda degli ex stabilizzati rischia di determinare la chiusura di molte unità operative per mancanza di un numero sufficiente di personale sanitario in grado di garantire i turni e assicurare il servizio. Rispetto agli standard nazionali per specialità il numero di medici per posto letto è scandalosamente al di sotto dei livelli minimi".

Comunque i medici, nella riunione, hanno ribadito la loro disponibilità a collaborare al superamento delle attuali criticità assistenziali mediante un continuo e serrato confronto con il coinvolgimento delle professioni sanitarie e dei cittadini, così come più volte richiesto anche dalle organizzazioni rappresentative dei medici, più volte promesso, ma nei fatti sempre disatteso. Il riordino ospedaliero che ha indotto la Regione Puglia alle attuali modifiche, è stato fatto per offrire prestazioni assistenziali appropriate legate all'emergenza/urgenza e alle patologie acute e per mettersi in piano agli standard stabiliti dalla programmazione nazionale, sulla base delle più recenti acquisizioni scientifiche in ambito di organizzazione sanitaria e ospedaliera.

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