Opg a Ceglie: "Facciamo causa alla Regione"

CEGLIE MESSAPICA - I quattro consiglieri comunali del centrosinistra di Ceglie Messapica chiedono al sindaco Luigi Caroli di valutare con gli avvocati dell’amministrazione comunale la possibilità di azioni legali contro la Regione Puglia.

L'ospedale di Ceglie Messapica

CEGLIE MESSAPICA - I quattro consiglieri comunali del centrosinistra di Ceglie Messapica chiedono al sindaco Luigi Caroli di valutare con gli avvocati dell'amministrazione comunale la possibilità di azioni legali contro la Regione Puglia e la direzione della Asl di Brindisi, alla luce della decisione, con delibera adottata ieri dalla giunta regionale, di localizzare nella struttura dell'ex ospedale locale uno dei tre Ospedali psichiatrici giudiziari che saranno attivati in Puglia (18 posti a Ceglie, 20 ciascuno negli ex ospedali di Mottola e Torremaggiore).

"Ancora una volta le decisioni assunte in sede regionale non hanno tenuto conto delle indicazioni e delle volontà espresse dal territorio in particolare quella espressa dalla nostra comunità. Pur in presenza di un deliberato di un consesso democraticamente eletto, quale il consiglio comunale di Ceglie Messapica, la giunta regionale e l'assessore Elena Gentile hanno ritenuto di ignorare la volontà espressa in merito alla delibera 1197 del 27 giugno 2013 dell'Asl Br che individuava Ceglie quale una delle tre sedi previste per la nostra Regione", scrivono Rocco Argentiero, Tommaso Argentiero, Donato Gianfreda e Nicola Trinchera.

"Il non aver voluto neanche sentire le ragioni di un territorio già pesantemente mortificato, Ceglie è l'unico comune della provincia di Brindisi ad aver perso il proprio ospedale, rappresenta per noi consiglieri comunali del centrosinistra un grave atto politico dal quale non possiamo prescindere. Siamo costretti a stigmatizzare il comportamento della Regione Puglia e del direttore generale dell' Asl Br, che come ormai è cattiva consuetudine, senza nessun confronto in merito hanno deciso di deliberare ignorando le istanze dei rappresentanti istituzionali del territorio, delle organizzazioni e delle associazioni del settore".

I quattro consiglieri comunali aggiungono che "con la dolorosa chiusura dell' ospedale e la sua riconversione in Presidio Territoriale, tutti ci aspettavamo la riqualificazione e il rilancio dell'offerta medico-sanitaria per tutta la nostra popolazione e per quella vicina, ma le nostre attese e le nostre battaglie purtroppo sono state pesantemente tradite. Oggi la nostra struttura rischia di rimanere un grosso parallelepipedo vuoto, è inutile ricordare che molti servizi sono rimasti scritti solo sulla carta, almeno sino ad ora, la Rsa, il Centro Risvegli, la Tac, il day surgery di Oculistica, per non parlare del depotenziamento di molti servizi territoriali a partire dal Laboratorio di analisi cliniche".

"Chiediamo che la Regione Puglia riconsideri la decisione assunta - concludono i quattro - avviando un confronto con il territorio e la popolazione cegliese anche attraverso i propri rappresentanti istituzionali". Ma intanto il sindaco dovrebbe valutare quali iniziative assumere sul piano della giustizia amministrativa.

 

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