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Il Pd: riconvertire ospedale Ceglie

CEGLIE MESSAPICA - Tagli ai presidi ospedalieri, precari prima stabilizzati e poi mandati a casa dopo la sentenza della Corte Costituzionale conseguente al ricorso del governo avverso la legge della Regione Puglia, chiusura di alcuni servizi che rientrano tra i Livelli essenziali di assistenza (Lea). I lavoratori, i pazienti e le famiglie scendono in campo. le risposta per ora mancano. E ina una delle realtà dove la polemica si è levata più forte, Ceglie Messapica, il Pd lancia una proposta per la riconversione di un ospedale oramai chiuso. Ecco la nota integrale inviataci da Tommaso Gioia, che spiega le iniziative intraprese presso la Asl assieme al consigliere regionale Giovanni Epifani.

CEGLIE MESSAPICA - Tagli ai presidi ospedalieri, precari prima stabilizzati e poi mandati a casa dopo la sentenza della Corte Costituzionale conseguente al ricorso del governo avverso la legge della Regione Puglia, chiusura di alcuni servizi che rientrano tra i Livelli essenziali di assistenza (Lea). I lavoratori, i pazienti e le famiglie scendono in campo. le risposta per ora mancano. E ina una delle realtà dove la polemica si è levata più forte, Ceglie Messapica, il Pd lancia una proposta per la riconversione di un ospedale oramai chiuso. Ecco la nota integrale inviataci da Tommaso Gioia, che spiega le iniziative intraprese presso la Asl assieme al consigliere regionale Giovanni Epifani.

"Sulla sanità noi del PD di Ceglie abbiamo la coscienza a posto, abbiamo fatto tutto quello che chi è impegnato in politica deve fare per il bene comune. Abbiamo letteralmente lottato contro il piano di riordino di Fitto che in una notte di agosto ha smantellato il già precario sistema sanitario pugliese; abbiamo disapprovato il contro piano del centrosinistra, che se possibile era peggiore di quello del centrodestra; abbiamo contribuito, personalmente come componente della commissione regionale sanità de La Margherita, ad elaborare proposte da inserire nell?ottimo Piano della Salute, approvato da Vendola nella passata legislatura, purtroppo quel piano è rimasto tale solo sulla carta.

Non abbiamo esitato a criticare il piano di rientro di Vendola, imposto in maniera pretestuosa dal governo nazionale, non mossi dal campanile, ma perché siamo convinti che quei tagli non gioveranno, né al bilancio, né alla qualità e alla efficienza dei servizi. L?ospedale di Ceglie non andava chiuso per tanti motivi, ma la colpa della chiusura, non facciamo finta di non saperlo, è tanto di Vendola-Fiore, quanto di Berlusconi-Tremonti.

Oggi l?ospedale è chiuso, e se non si trovano soluzioni per una adeguata riconversione rimarrà tale, da questo dobbiamo partire per trarre il massimo vantaggio per l?intero territorio. Noi del PD, insieme al consigliere regionale Epifani, abbiamo elaborato una proposta che lo stesso consigliere ha sottoposto all?attenzione del nuovo direttore generale, articolata in tre punti:

1)      Ceglie dopo la chiusura dell?ospedale, sede del Distretto e di tutte le attività ad esso connesse, avendone i pieni requisiti, sia come struttura, sia come posizione geografica;

2)      Attivazione dei 2 moduli di Rsa, che la regione Puglia ha previsto per Ceglie, e che il governo nazionale, su proposta del Ministro Fitto, di fatto né impedisce l?apertura;

3)      Integrazione tra il Neurolesi-motulesi e il nostro stabilimento, con l?attivazione presso la nostra struttura di un centro del risveglio per  completare l?offerta dell?eccellenza riabilitativa.

Una nota costruttiva, senza voler fare polemica alcuna, nella speranza di rasserenare gli animi, il consigliere Epifani quando richiesto ha accompagnato e sostenuto le istanze delle amministrazioni, di destra e di sinistra, presso la Direzione Generale attuale e precedente, compresa l?amministrazione cegliese, altri sono quelli che sono stati assenti ed alcune volte hanno remato contro.

Le soluzioni da noi proposte, sono state condivise con la dirigenza dell?ospedale cegliese, noi cegliesi dobbiamo fare quadrato sull?argomento ospedale, mantenendo le differenze, ma insieme dobbiamo chiedere ai nostri rappresentanti istituzionali, di dx e di sx, di condividere e sostenere questo progetto di riconversione della struttura, noi tutti, insieme ai cittadini del territorio, verificheremo chi sarà realmente al nostro fianco, e come è nostro costume non faremo sconti a nessuno".

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