Ospedale Perrino al collasso: pazienti trasferiti in stanze non collaudate

Due pazienti arrivati ieri sera nel reparto di Medicina Generale sono stati trasferiti, su autorizzazione della direzione sanitaria, in una stanza non ancora sottoposta a collaudo

BRINDISI – E’ talmente caotica la situazione dell’ospedale Perrino di Brindisi che si utilizzano stanze non collaudate per allocare nuovi pazienti. E’ quanto accaduto ieri sera (10 gennaio) presso il reparto di Medicina Generale. E’ arrivata intorno alle ore 21 l’autorizzazione della direzione sanitaria a trasferire nella stanza non ancora sottoposta a collaudo due degenti che erano arrivati da poco. Fino alla tarda mattinata di oggi, la stessa stanza era ancora occupata da due persone. 

Il personale è ormai allo stremo. Basti pensare che il reparto, in attesa di un ampliamento che dovrebbe portare la capienza a 45 posti letto, attualmente è in grado di ospitare 30 pazienti. Ma questo limite è stato superato ieri, quando i due soli infermieri del turno serale dovevano prendersi cura di 32 degenti, più cinque che si trovavano nelle sale di day hospital. Non solo. I due operatori hanno dovuto dare priorità a due urgenze, ritardando, gioco forza, le terapie. 

Stamattina il reparto era ancora al di sopra della propria capacità, se si considera che a mezzogiorno i ricoverati erano 35, di cui due nella stanza non collaudata e tre persone nella sala del day hospital. Il reparto, insomma, è sull’orlo del collasso. Da tempo il personale infermieristico di Medicina Generale opera in una situazione di estrema difficoltà, come documentato da una serie di istanze avanzate nel recente passato dalle organizzazioni sindacali.

La nota dell'Asl: "Fisiologico l'iperafflusso di pazienti"

I problemi sono iniziati fra il 2015 e il 2016, con il trasferimento in Medicina di pazienti affetti da klebsiella, nell’ambito delle contro misure adottate dalla task force dell’Asl per fronteggiare l’emergenza causata dall’infezione ospedaliera. La scorsa estate la Cgil scrisse una lettera alla direzione sanitaria, segnalando una serie di disagi legati alla carenza di personale e al fenomeno del demansionamento degli infermieri.

Anche il sindacato Fials, lo scorso mese di agosto, pose l’accento sulla carenza di infermieri, chiedendo “l’adeguamento del personale infermieristico dell’Uoc di Medicina agli standard previsti con l’assegnazione di otto nuove unità”. Da allora sono arrivati altri quattro infermieri, di cui uno destinato altrove già a fine dicembre. Ma ancora non basta. Anche i medici sono pochi rispetto alla mole di lavoro quotidiana, come dimostrato dal fatto che proprio nella giornata di ieri, poche ore prima del trasferimento di due pazienti nella stanza non collaudata, il primario del reparto, Paolo Di Giuseppe, aveva chiesto alla direzione sanitaria l’invio di almeno altri tre medici. 

Problematiche analoghe, purtroppo, attanagliano tutto il nosocomio. Il piano di riordino ospedaliero varato nel 2017 dalla Regione Puglia, con la riconversione in Pta delle strutture sanitarie di San Pietro Vernotico, Mesagne e Fasano, ha messo ulteriormente in ginocchio un ospedale già in affanno. La questione è approdata presso la Procura della Repubblica di Brindisi, grazie a un esposto presentato nei giorni scorsi dal sindacato Nursind. In precedenza i segretari generali provinciali dei sindacati Cgil, Cisl e Uil avevano diramato un comunicato in cui, nel denunciare il massiccio ricorso alle extralocazioni, tratteggiavano uno scenario “da terzo mondo”. E il timore è che la situazione non possa che peggiorare, se non si troverà una soluzione per “alleggerire” il Perrino dall’enorme carico di pazienti provenienti dall’intera provincia. 

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