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Ospedali, patata bollente ferie

BRINDISI - Troppe ferie arretrate, la direzione della Asl teme contraccolpi e dispone che ogni direttore di unità complessa provveda. Ma i primari hanno preso la cosa come il passaggio di un cerino acceso, o di una patata bollente, e si sentono tra l'incudine e il martello: da un lato le disposizioni dirigenziali, dall'altra la coperta troppo corta del personale. Se si devono smaltire le ferie il servizio è a rischio, dicono.

BRINDISI - Troppe ferie arretrate, la direzione della Asl teme contraccolpi e dispone che ogni direttore di unità complessa provveda. Ma i primari hanno preso la cosa come il passaggio di un cerino acceso, o di una patata bollente, e si sentono tra l'incudine e il martello: da un lato le disposizioni dirigenziali, dall'altra la coperta troppo corta del personale. Se si devono smaltire le ferie il servizio è a rischio, dicono.

Da qui una nota ufficiale del sindacato di categoria alla manager Paola Ciannamea, firmata dal segretario provinciale dell'Anpo, Bruno Passarella, e dal vice presidente regionale Alfredo Sarli. "Questa organizzazione sindacale, venuta a conoscenza della nota protocollo n. 53594 del 02 settembre 2011 di cui all’oggetto, fa osservare quanto segue", dice la nota di risposta a quella del direttore generale.

"E’ un momento particolarmente critico per la sanità brindisina, in ragione di  problematiche precedenti e, soprattutto, in ragione dei recenti vincoli di spesa e blocco del turn-over, con inevitabili difficoltà ad assicurare i livelli essenziali di assistenza. Tale situazione - scrivono i rappresentanti dei primari - è stata ripetutamente denunciata dalle organizzazioni sindacali e trova pressoché quotidiano riscontro nei disservizi riportati a grandi titoli dalla stampa locale".

"A fronte della suddetta  situazione, che vede in crescente difficoltà gli operatori sanitari per la cronica e vieppiù intollerabile carenza di risorse umane, peraltro più volte segnalata dai direttori di struttura complessa, codesta smministrazione - prosegue il documento dell'Anpo - ha ritenuto prioritario richiamare perentoriamente la normativa vigente in tema di fruizione delle ferie, paventando responsabilità personali, amministrative e contabili, dei direttori pur sapendo che - per ottemperarvi - questi dovrebbero sguarnire pericolosamente servizi e unità operative, con ricadute assistenziali negative tali da potersi configurare di fatto - in taluni casi - un’interruzione di pubblici servizi".

"Sarebbe stato auspicabile un preventivo incontro con tutte le organizzazioni - lamenta l'Anpo - . per affrontare  il problema in oggetto, atteso peraltro che l’accumulo di ferie non godute data da diversi lustri. Poiché 'nemo ad impossibilia tenetur', o si sanano le situazioni di carenza di personale o si stabilisce a quali prestazioni sanitarie i cittadini-utenti devono rinunciare. Non è immaginabile che gli operatori sanitari - primari in primis, in ragione del ruolo direttivo - diventino il capro espiatorio - avverte l'Anpo - di colpe non proprie", sia di fronte all’utenza che di fronte all’autorità giudiziaria.

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