Pillola abortiva, nessun caso a Brindisi

BRINDISI – Nessuna richiesta di utilizzare la discussa pillola Ru486, meglio conosciuta come pillola abortiva, all’ospedale Perrino di Brindisi né in altri presidi della provincia. Da quando, lo scorso 1 aprile, è possibile utilizzarla negli ospedali italiani, con Bari che è stata la prima città a sperimentarla su una donna, anche tutte le altre regioni si stanno adeguando con gli ordini del farmaco.

BRINDISI - Nessuna richiesta di utilizzare la discussa pillola Ru486, meglio conosciuta come pillola abortiva, all'ospedale Perrino di Brindisi né in altri presidi della provincia. Da quando, lo scorso 1 aprile, è possibile utilizzarla negli ospedali italiani, con Bari che è stata la prima città a sperimentarla su una donna, anche tutte le altre regioni si stanno adeguando con gli ordini del farmaco.

La Ru486 viene utilizzata come metodo abortivo non invasivo e viene somministrata a donne ricoverate in clinica: in altri Paesi si usa invece anche in casa con la semplice prescrizione medica. In Italia invece si procede con un ricovero di tre giorni in cui la donna viene monitorata fino all'espulsione del feto.

"Non solo non abbiamo avuto alcun caso - ha raccontato Emanuele Vinci, direttore sanitario dell'Asl di Brindisi - ma neppure una richiesta. Siamo in attesa delle linee guida da parte dell'assessorato regionale alla sanità". E' infatti l'ente territoriale l'unico ad avere le competenze in materia sanitaria ma, in questo caso, con l'unico vincolo rappresentato dal rispetto della legge 194 sull'aborto.

"Abbiamo già proceduto ad ordinare i farmaci - ha precisato Vinci - e qualora qualcuno ne facesse richiesta, saremmo pronti alla somministrazione seguendo la regolare procedura del ricovero".

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