Preside morì di embolia: processo

OSTUNI – Stroncata da una sospetta embolia polmonare, dopo un’operazione al femore eseguita nei giorni precedenti presso i nosocomio della Città bianca. Si spense così, il 14 novembre del 2008 all’ospedale di Francavilla Fontana, all’età di 77 anni, la professoressa Santa De Laurentis Specchia, preside in pensione, figura di alto profilo e carisma che per anni aveva diretto la scuola media San Carlo Borromeo, ad Ostuni. Una disgrazia sulla quale i familiari attendono che la Giustizia faccia chiarezza. Il processo è in corso presso la Sezione di Ostuni del Tribunale di Brindisi.

L'ospedale di Ostuni

OSTUNI - Stroncata da una sospetta embolia polmonare, dopo un'operazione al femore eseguita nei giorni precedenti presso i nosocomio della Città bianca. Si spense così, il 14 novembre del 2008 all'ospedale di Francavilla Fontana, all'età di 77 anni, la professoressa Santa De Laurentis Specchia, preside in pensione, figura di alto profilo e carisma che per anni aveva diretto la scuola media San Carlo Borromeo, ad Ostuni. Una disgrazia sulla quale i familiari attendono che la Giustizia faccia chiarezza. Il processo è in corso presso la Sezione di Ostuni del Tribunale di Brindisi.

Chiamati in causa, per le conseguenze tragiche del decorso post operatorio, tre medici del presidio ospedaliero ostunese, che ebbero in cura la professoressa nella notte tra il 13 e il 14 novembre del 2008: Alessandro Ciraci (radiologo), Vita Cavallo (Chirurgo) e Rosa Bungaro (cardiologo). I tre professionisti, già rinviati a giudizio, sono comparsi in aula. Stando all'accusa formulata e sostenuta dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi, Pierpaolo Montinaro, sarebbero responsabili, in cooperazione colposa tra loro, di negligenza, imprudenza ed inosservanza di norme che disciplinano l'attività medico-chirurgica.

Le responsabilità contestate dal Pm, dunque. "Il dottor Ciraci avrebbe omesso di effettuare una corretta diagnosi di sospetta embolia polmonare, desumibile dai risultati radiologici indiretti, disponibili nella notte tra il 13 e il 14 novembre del 2008; la dottoressa Cavallo, per aver omesso di predisporre, a fronte del sospetto di embolia polmonare, il trattamento farmacologico anticoagulante adeguato e per aver rinviato gli accertamenti strumentali necessari; la dottoressa Bungaro, per aver omesso di diagnosticare correttamente l'embolia polmonare in atto, pur in presenza di elementi obiettivi in tal senso e di predisporre i consequenziali presidi medici".

Ritardi diagnostici che, sempre a giudizio dell'accusa, avrebbero cagionato la morte della preside De Laurentis, deceduta il giorno seguente al nosocomio di Francavilla, per shock cardiogeno da cedimento delle sezioni di destra del cuore, per ostruzione tromboembolica dell'arteria polmonare.

Già in sede di udienza preliminare, gli avvocati dei medici avevano depositato memorie difensive, sottolineando "come il quadro clinico della paziente - a loro dire - durante la notte del 13 e fino alla mattina del 14 non evidenziasse la presenza di embolia polmonare" e ribadendo il "perfetto comportamento medico degli specialisti".

I fatti: ricoverata il 12 novembre del 2008 presso il reparto di ortopedia dell'ospedale civile della Città bianca e sottoposta ad un intervento chirurgico al femore, la professoressa De Laurentis veniva trasferita due giorni dopo, presso l'ospedale di Francavilla, per ulteriori accertamenti. Alle 21 dello stesso giorno, il suo cuore si spense.

I familiari della sfortunata professionista ostunese (assistiti dagli avvocati Antonio Ferrari e Massimo Manfreda) è dal giorno della disgrazia che si battono affinché siano appurate le ragioni (e le eventuali responsabilità) che hanno cagionato il peggioramento dello stato di salute della loro congiunta, sino a determinarne il decesso. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Pasquale Annicchiarico, Carmela Roma, Angelo Pallara, Angela Bungaro e Aldo Guagliani.

In Evidenza

I più letti della settimana

Torna su
BrindisiReport è in caricamento