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Giovedì, 2 Dicembre 2021
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Pronto soccorso al collasso: "Responsabilità a tutti i livelli dei politici locali"

Lettera della Cgil alle istituzioni locali sulle problematiche dell'ospedale Perrino di Brindisi

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta a firma del segretario generale della Cgil Brindisi, Antonio Macchia, e del responsabile provinciale della Cgil Medici Brindisi, F. Picoco, sulla situazione di difficoltà in cui versa il Pronto soccorso dell’ospedale Perrino di Brindisi. Destinatari della missiva sono il prefetto di Brindisi, il presidente della Regione Puglia, il direttore generale della Asl Brindisi, i sindaci e i commissari interessati. 

Quanto accade al Pronto Soccorso del “Perrino” di Brindisi non si può sottacere! Numerose sono le segnalazioni di disservizi e veri e propri episodi di malpractice, oltre alle oramai abitudinarie attese di ore ed ore per una diagnosi ed eventuale ricovero, magari in extra locazione dove capita. Quello che si sta verificando in una struttura pensata per un certo bacino di utenza che con il Piano di Riordino Ospedaliero viene raddoppiato e che subisce anche il mancato potenziamento delle strutture territoriali, per non parlare degli effetti delle lunghe liste di attesa per le visite e/o gli esami strumentali differibili (che costringono i cittadini alla scelta di rivolgersi al Pronto Soccorso, dove dovrebbero arrivare solo le urgenze non differibili…) erano prevedibili ed erano stati previsti e denunciati per tempo dal nostro Sindacato. 

Era facile immaginare che la gran parte dei pazienti acuti o sono avviati dal 118 o dai Ppit o preferiscono recarsi direttamente al pronto Soccorso dell’Ospedale che dà maggiori garanzie in termini di specializzazioni. Era facile profetizzare che sarebbe aumentato il rischio clinico con un aumento statisticamente significativo della possibilità di errori, a danno sia dei cittadini utenti che dei cittadini operatori sanitari, che, perché impegnati sul campo, corrono anche il rischio di vedersi indicati come i responsabili delle disfunzioni e magari sono sottoposti sempre più a comportamenti aggressivi se non a denunce da parte di pazienti e loro parenti e/o accompagnatori.

La Cgil Brindisi ha più volte sottolineato la deriva cui si stanno sottoponendo le strutture sanitarie pubbliche, denunciando chiaramente le responsabilità che non sono necessariamente dei singoli operatori (anzi vogliamo sottolineare che tanti medici, infermieri, Oss ed operatori tutti si impegnano al massimo, senza respiro, per cercare di dare risposte alle persone sofferenti), ma c’è soprattutto una responsabilità politica per le scelte di programmazione sanitaria fortemente penalizzanti per il nostro territorio, una responsabilità organizzativa del management aziendale, una responsabilità relativa alla mancanza di controllo delle direzioni sanitarie sul funzionamento dei servizi a cominciare dal Pronto Soccorso, controllo che non deve essere punitivo ma proattivo, teso al miglioramento continuo e possibile.

La nostra denuncia è stata fatta ai politici locali che hanno responsabilità amministrative e politiche a tutti i livelli; alla Prefettura, al presidente della Regione, ai sindaci, che oggi hanno maggiore responsabilità con la attualissima legge  24 del 8 marzo 2017 che richiama l’importanza della prevenzione di eventi avversi, attraverso il rispetto dei requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi nella erogazione delle prestazioni sanitarie.

In cambio la nostra organizzazione sindacale ha ricevuto solo il silenzio, che oggi ci appare non solo irriguardoso ma anche incongruo a gestire un sistema così complesso e delicato in una fase di cambiamento epocale, che richiederebbe la partecipazione attiva nella sua gestione delle parti sociali e che invece rischia di essere pagato, per le disfunzione che si stanno verificando, o dai pazienti o dagli operatori impegnati sul campo e non da chi ha le responsabilità organizzative.  

La Cgil chiede ancora una volta a quanti in indirizzo se il Pronto Soccorso del “Perrino” abbia i requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi previsti dalle norme (ad esempio quelle sull’accreditamento), tenendo conto dell’aumentato bacino di utenza e dell’aumentata mole di lavoro, non solo per un obbligo di legge ma per il bene salute dei cittadini sia utenti che operatori, che la nostra organizzazione sindacale intende tutelare.

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