Rollo: “Nessun taglio negli ospedali brindisini”

BRINDISI – Il direttore generale dell’Asl di Brindisi, Rodolfo Rollo, non ha dubbi: “Se ci saranno tagli alla sanità pugliese, certamente non riguarderanno la nostra provincia”. Secondo numeri, coefficienti, statistiche e schede ministeriali di riferimento, la sanità brindisina non può permettersi alcuna diminuzione né sui posti letto né sul personale medico. I dati pubblicati dal Sole 24 ore, secondo Rollo, individuano in numeri, quasi pienamente rispettati da Brindisi, il modello di sanità virtuoso italiano.

Rodolfo Rollo

BRINDISI - Il direttore generale dell'Asl di Brindisi, Rodolfo Rollo, non ha dubbi: "Se ci saranno tagli alla sanità pugliese, certamente non riguarderanno la nostra provincia". Secondo numeri, coefficienti, statistiche e schede ministeriali di riferimento, la sanità brindisina non può permettersi alcuna diminuzione né sui posti letto né sul personale medico. I dati pubblicati dal Sole 24 Ore, secondo Rollo, individuano in numeri, quasi pienamente rispettati da Brindisi, il modello di sanità virtuoso italiano.

"Solo alcune delle regioni più ricche, come l'Emilia Romagna, e considerate modelli positivi di sanità - spiega Rollo - possono vantare situazioni simili alla nostra. I nostri standard sono già buoni ma, naturalmente, se ci saranno tagli a livelli regionale, Brindisi non potrà esserne protagonista, a differenza di altre province su cui si deve intervenire".

I coefficienti del Ministero della sanità hanno individuato in 3,2 i posti letto necessari ogni mille abitanti per patologie acute e in 0,5 (sempre ogni mille abitanti) quelli necessari per tutte le patologie meno gravi e riabilitative. Brindisi dispone di 3 posti ogni mille abitanti per quelle acute; che equivalgono a circa 1.200 posti. Ma a questi vanno anche sommati i 200 posti letto attivi nelle cliniche private ma riconosciute: la Salus di Brindisi, il Medea di Ostuni e la Motulesi di Ceglie Messapica. Indice complessivo quindi, è di 3,5 posti con una riduzione che appare poco prevedibile.

Rispetto al Piano della salute, ha inoltre ammesso il direttore generale Rollo, ci sono circa 280 posti non attivi ma che non lo sono mai stati. Il lavoro necessario per la provincia di Brindisi, già ampiamente previsto nel Pal approvato nello scorso autunno, è invece una riorganizzazione che permetta di ottimizzare gli spazi nei vari presidi e, allo stesso tempo, eviti situazioni in cui si duplichino le stesse specialità a pochi chilometri di distanza.

Il problema che riguarda il personale medico può essere risolto anche seguendo le stesse linee della riorganizzazione. Per medici e primari i numeri della provincia brindisina non sono soggetti ad alcun Piano di rientro. Se è necessario un medico ogni 1,7 posti letto, Brindisi può disporne di uno ogni 1,66 posti. "Dati che ci mettono in linea con le migliori strutture ospedaliere" precisa Rollo. Per i primari c'è una stima di uno ogni 18,88 posti letto: Brindisi ne ha uno ogni 19,3.

Non ci sono esuberi quindi, sia nei posti letto che nel personale. "Quando potremo disporre dell'Ospedale Nord e saranno completati i lavori di ristrutturazione in quello di Ostuni - conclude Rodolfo Rollo - potremo avere un aumento dei posti funzionale alle esigenze e potremo anche impiegare al meglio il nostro personale. Sui tagli alla spesa sanitari servirebbe invece un coordinamento interregionale". Il riferimento è all'aumento del 2% per la spesa dei farmaci. Comprare quelli tumorali in blocchi ad esempio, sarebbe più conveniente a livello economico anziché farlo - come avviene adesso - singolarmente per ogni presidio.

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