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Tagli ospedali, la Provincia ha un piano di richieste correttive e compensative

BRINDISI – Stamattina, convocato dal presidiente della Provincia, Massimo Ferrarese, si è riunito il Comitato di crisi della sanità. Si tratta di un organismo istituito per raccogliere suggerimenti e per rappresentare problemi inerenti la sanità pubblica brindisina, anche alla luce del piano di ridimensionamento predisposto dalla Regione Puglia. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti dei Comuni, i capigruppo consiliari della Provincia ed i rappresentanti dei comitati locali. Al termine dei lavori, si è convenuto sui contenuti di una piattaforma che Ferrarese esporrà domani al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ed all’assessore alla Sanità, Tommaso Fiore.

BRINDISI - Stamattina, convocato dal presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, si è riunito il Comitato di crisi della sanità. Si tratta di un organismo istituito per raccogliere suggerimenti e per rappresentare problemi inerenti la sanità pubblica brindisina, anche alla luce del piano di ridimensionamento predisposto dalla Regione Puglia. All'incontro hanno partecipato i rappresentanti dei Comuni, i capigruppo consiliari della Provincia ed i rappresentanti dei comitati locali. Al termine dei lavori, si è convenuto sui contenuti di una piattaforma che Ferrarese esporrà domani al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ed all'assessore alla Sanità, Tommaso Fiore.

Il documento, in particolare, fa riferimento alla necessità di: velocizzare la realizzazione dell'Ospedale Nord, indicando il programma di realizzazione e le risorse disponibili; dare continuità al progetto regionale di assistenza oncologica territoriale in considerazione degli eccellenti risultati in termini di costi/benefici e dell'apprezzamento ricevuto dalla collettività; predisporre un programma di potenziamento dei Pronto Soccorso e del servizio territoriale 118 che, a seguito del piano di rientro saranno ulteriormente gravati da una maggiore attività.

Per quanto riguarda, in particolare, lo stabilimento ospedaliero di Cisternino, si chiede che venga data continuità alla eliminazione della lungodegenza con il contestuale inserimento della Residenza sanitaria assistita e che si avvii in tempi brevissimi la realizzazione della "Casa della salute".

In riferimento all'ospedale di Ceglie Messapica, invece, si chiede di dare continuità allo stesso presidio con l'attivazione di numerosi posti letto di Residenza sanitaria assistita Si chiede, inoltre, il mantenimento del day surgery di ortopedia e l'attivazione di un Centro risvegli in considerazione della presenza nella stessa città del San Raffaele. Chiesti, infine, l'attivazione di almeno cinque posti di dialisi e il mantenimento di posti letto di psichiatria, in considerazione del fatto che la zona nord della provincia risulterebbe totalmente esclusa, con elevati disagi per la popolazione, che si vedrebbe costretta a raggiungere San Pietro Vernotico in quanto ospedale più vicino.

"La situazione è particolarmente difficile - afferma il presidente Ferrarese - in quanto la provincia di Brindisi rischia di subire pesanti conseguenze a causa degli interventi regionali ipotizzati. Su questo, pertanto, la Provincia sarà al fianco delle popolazioni dei comuni interessati nel pretendere importanti ed immediati correttivi. Ecco perché domani rappresenterò questa situazione al presidente Vendola ed all'assessore Fiore a nome dell'intero territorio provinciale".

E a proposito della chiusura di Ceglie, il senatore del Pdl brindisino, Michele Saccomanno, ha dichiarato: "Ci sono stati governi regionali che su Ceglie hanno investito aprendo e realizzando un centro di eccellenza come quello di riabilitazione per Neurolesi e motulesi, offrendo risposte di salute qualificate che hanno ridotto per molti pugliesi i viaggi della speranza. Ora si chiude Ceglie sbattendo la porta ad un centro di eccellenza sull'assistenza psichiatrica per esempio. Guardiamo i progetti per ammalati particolari, con una riabilitazione difficile nonostante la legge Basaglia da far comprendere. Ci commuoviamo in tv, ma gettiamo alle ortiche le buone pratiche di un reparto all'avanguardoia umanitaria e sociale".

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