Taglio al trasporto malati oncologici

BRINDISI – Sembra che i tagli sulla sanità si stiano facendo sentire al 100 per 100. E la Asl di Brindisi sembra essere intenzionata nel mese di ottobre ad interrompere il Progetto Oncologico - assegnato proprio dall’azienda ospedaliera brindisina – , servizio che prevede il trasporto con assistenza ai pazienti colpiti da neoplasie, dall’abitazione ai centri ospedalieri che erogano i trattamenti sanitari antiblastici e viceversa, dall’ospedale al proprio domicilio. Altro che indagine epidemiologica, come chiedono le associaizoni ambientaliste, per far luce sul nesso inquinamento-malattie neoplastiche.

La direzione della Asl di Brindisi

BRINDISI - Sembra che i tagli sulla sanità si stiano facendo sentire al 100 per 100. E la Asl di Brindisi sembra essere intenzionata nel mese di ottobre ad interrompere il Progetto Oncologico - assegnato proprio dall'azienda ospedaliera brindisina - , servizio che prevede il trasporto con assistenza ai pazienti colpiti da neoplasie, dall'abitazione ai centri ospedalieri che erogano i trattamenti sanitari antiblastici e viceversa, dall'ospedale al proprio domicilio. Altro che indagine epidemiologica, come chiedono le associaizoni ambientaliste, per far luce sul nesso inquinamento-malattie neoplastiche.

Tale servizio è rivolto soprattutto ai soggetti più deboli, ai ceti meno abbienti che non dispongono di sufficienti risorse economiche per potersi garantire questo importante supporto: pensionati, diversamente abili, immigrati. L'interruzione del servizio comporterà ricadute negative sui pazienti oncologici e sui lavoratori - assistenti - interessati che saranno licenziati.

"La Funzione pubblica Cgil ritiene inopportuna - fa sapere il sindacato attraverso una nota stampa - la sospensione del servizio, depotenziando di fatto l'assistenza ai pazienti oncologici, in un territorio quale il nostro denso di insediamenti industriali a forte impatto ambientale, che hanno e stanno determinando una grave recrudescenza delle patologie tumorali".

I malati oncologici residenti nel territorio brindisino non accettano di combattere, oltre la malattia, già di per sé devastante, un sistema sanitario che complica i percorsi di cura, con il rischio che si possano innescare perfino meccanismi di "autoesclusione" dalle cure per i soggetti più deboli. "Pertanto chiediamo - continua la nota stampa della Cgil - che sia prorogato il servizio trasporto per i pazienti oncologici e la continuità lavorativa per il personale coinvolto, che ha diligentemente assicurato il servizio per 36 mesi".

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