rotate-mobile
Venerdì, 3 Dicembre 2021
sanita Ostuni

Telo operatorio nell'addome: "Responsabilità dell'intera equipe"

OSTUNI - “Fu negligenza dell’intera equipe operatoria che nel luglio del 2006 sottopose la signora Rosa Anna Sternatia a intervento di isterectomia, se fu dimenticato un telino di un metro per un metro nell’addome della paziente, e non soltanto della strumentista”, è questo il nodo della testimonianza resa questa mattina in aula dalla consulente del pubblico ministero Angela Caprioli, chiamata a deporre nel processo a carico dei ginecologi Pierluigi Sozzi, 56 anni, Federico Stanziano, 67 anni e Salvatore Benizio, 53 anni, accusati di lesioni colpose gravi al pari della strumentista Giacomina Calò, 63 anni e l'infermiere Alessandro Melpignano, 62 anni.

OSTUNI - "Fu negligenza dell'intera equipe operatoria che nel luglio del 2006 sottopose la signora Rosa Anna Sternatia a intervento di isterectomia, se fu dimenticato un telino di un metro per un metro nell'addome della paziente, e non soltanto della strumentista", è questo il nodo della testimonianza resa questa mattina in aula dalla consulente del pubblico ministero Angela Caprioli, chiamata a deporre nel processo a carico dei ginecologi Pierluigi Sozzi, 56 anni, Federico Stanziano, 67 anni e Salvatore Benizio, 53 anni, accusati di lesioni colpose gravi al pari della strumentista Giacomina Calò, 63 anni e l'infermiere Alessandro Melpignano, 62 anni.

Ricomincia dalle dichiarazioni e dal confronto fra periti il processo a carico dell'equipe sanitaria del reparto ginecologia di Ostuni, che operò una donna di 57 anni di San Michele Salentino, per un tumore all'utero. Il conteggio degli strumenti utilizzati in sala operaria, prima e dopo l'intervento, compete alla strumentista di sala, ma secondo la ctu Caprioli, "assolutamente censurabile" è il comportamento di tutta l'equipe. L'avvocato Domenico Tanzarella, difensore di Sozzi, ha obiettato in sede di controesame che i medici non avevano il dovere di ricontrollare alcunché, se gli strumentisti assicuravano che i "conti" erano a posto.

La parola è passata dunque al consulente della vittima, Aldo Natale, che ha rilevato l'invalidità del 50 per cento subita dalla donna Al marito Mario Miccoli è toccato invece testimoniare il lungo calvario subito dalla donna e da tutta la famiglia, che da quattro anni in qua vive un dramma del quale non si intravede la fine. Subito dopo l'operazione infatti, la donna accusò forti dolori addominali accompagnati da febbre e vomito, perse 18 chili nel giro di poche settimane, i medici rassicurarono la paziente parlando di normale decorso post-operatorio.

L'aggravarsi dei dolori la spinse al ricovero nell'ospedale di Brindisi, ma nemmeno al Perrino si accorsero della presenza del corpo estraneo che sarebbe stato trovato cinque mesi dopo, grazie alla tac. Sulle prime, i medici pensarono ad un tumore, solo un secondo intervento avrebbe portato alla luce il telino dimenticato nell'addome, incredibile dimenticanza, sulla quale sta indagando la commissione parlamentare d'inchiesta sulla Sanità presieduta dall'onorevole Leoluca Orlando.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Telo operatorio nell'addome: "Responsabilità dell'intera equipe"

BrindisiReport è in caricamento