Ticket non pagati? La Asl ti manda Equitalia

BRINDISI - Non si può fare diversamente: le somme dovute da chi non ha pagato affatto o correttamente i ticket sanitari, da quanti non hanno ritirato i referti medici o non hanno disdetto le prenotazioni saranno riscosse da Equitalia. Nuova delibera della Asl.

Un ufficio Equitalia

BRINDISI - Non si può fare diversamente: le somme dovute da chi non ha pagato affatto o correttamente i ticket sanitari, da quanti non hanno ritirato i referti medici o non hanno disdetto le prenotazioni sono irrisorie per gli utenti ma una bella cifretta per la Asl che, nonostante lo stop imposto dalla Regione Puglia il 26 aprile scorso, è tornata a rivolgersi a Equitalia.

Il 30 dicembre scorso è stata approvata la delibera con cui si affida all'ente il servizio di riscossione "coattiva" dei crediti relativi a prestazioni sanitarie non pagate dagli utenti e quanto dovuto dagli stessi per la mancata disdetta delle prenotazioni. In sostanza sarà attraverso una cartella esattoriale che verrà richiesto quanto dovuto a chi non ha pagato correttamente il ticket, a quanti hanno effettuato autocertificazioni per ottenere l'esenzione totale o parziale che sono risultate errate o mendaci, le "sanzioni" imposte a chi ha prenotato una visita e non si è poi ricordato di disdirla perché impossibilitato a effettuarla o per il mancato ritiro dei referti.

La decisione era stata assunta già il 23 aprile, ma l'assessore alla Salute della Regione Puglia, Elena Gentile aveva chiesto poi la sospensione del provvedimento ritenendo che il recupero crediti non avrebbero dovuto essere previsti interventi che fossero "un'ulteriore vessazione a carico magari di chi, pur avendo seri problemi di salute, attraversa un momento di particolare difficoltà economica".

"Abbiamo chiarito anche all'assessore Gentile - ha dichiarato il direttore amministrativo della Asl Stefano Rossi - che si tratta di piccoli importi che la Asl non può recuperare direttamente non avendo un proprio servizio di riscossione. Ma di importi che, sommati, costituiscono cifre importanti. Ad esempio per le sole irregolarità sulle dichiarazioni presentate per l'esenzione, l'Asl di Brindisi deve incassare 510.000 euro. Non intendiamo gravare oltremodo su una situazione di crisi generale, ma sono soldi che vanno recuperati".

Per la Asl si tratta di un'operazione dai costi contenuti. E' infatti per una percentuale minima che dovrà pagare Equitalia perché le recuperi gli importi che dovrebbero essere in cassa. La gran parte della spesa è a carico dei destinatari dell'accertamento.Il 4.13 per cento delle somme iscritte a ruolo, è infatti a carico del debitore, se provvede al pagamento entro i sessanta giorni dalla notifica. Dopo i due mesi lo sarà al 100 per cento. Il danno per la Asl è notevole, quanto a mancati introiti. Poi c'è la piaga delle interminabili attese per poter usufruire di una prestazione sanitaria.

 

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