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Sabato, 4 Dicembre 2021
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Trasporto pazienti oncologici, la Asl conferma il taglio: "Ci pensino i Comuni"

BRINDISI – Stop al piano finalizzato “al sostegno dei pazienti oncologici” dal’1 aprile prossimo. E conseguentemente addio a 19 posti di lavoro che nell’arco di quasi due anni e mezzo, hanno consentito il trasporto dalle abitazioni ai centri ospedalieri della Asl di Brindisi - che erogano i trattamenti sanitari neoplastici - e viceversa a circa 700 ammalati di tutta la provincia. Ma l’1 aprile, al di là del dramma occupazionale di una ventina di famiglie che si ritroveranno senza uno stipendio, sarà la data dell’inizio di serie grane per i malati oncologici che dovranno affrontare difficoltà indicibili per potersi spostare da casa e raggiungere le strutture di cura.

BRINDISI - Stop al piano finalizzato "al sostegno dei pazienti oncologici" dal'1 aprile prossimo. E conseguentemente addio a 19 posti di lavoro che nell'arco di quasi due anni e mezzo, hanno consentito il trasporto dalle abitazioni ai centri ospedalieri della Asl di Brindisi - che erogano i trattamenti sanitari neoplastici - e viceversa a circa 700 ammalati di tutta la provincia. Ma l'1 aprile, al di là del dramma occupazionale di una ventina di famiglie che si ritroveranno senza uno stipendio, sarà la data dell'inizio di serie grane per i malati oncologici che dovranno affrontare difficoltà indicibili per potersi spostare da casa e raggiungere le strutture di cura.

Malati, anziani nella maggior parte dei casi, con pensioni da fame, che non possono avvalersi di assistenza familiare, le cui mogli o i cui mariti non hanno patente o mezzi per condurre i propri cari nei centri di cura. Storie di drammi umani, nati non solo da un'operazione puramente algebrica - dovuta ai tempi di "vacche magre" che impongono risparmi al sistema sanitario - ma anche da una distinzione semantica che fa decisamente la differenza tra le voci di spesa da tagliare. La spiegazione - seppure incomprensibile ai malati che sotto le bandiere della Fp Cgil, guidata dal segretario Antonio Macchia, i quali dopo la manifestazione del 24 marzo scorso sono ritornati a supplicare il mantenimento del servizio - la fornisce il direttore generale della Asl di Brindisi Rodolfo Rollo, che da attento manager non può sottovalutare la differenza tra un servizio sanitario (quello che la Asl deve comunque garantire) ed uno socio-sanitario, come quello che sta per chiudersi all'inizio del mese entrante.

"L'unica soluzione possibile per continuare a tenere in piedi il servizio - spiega il numero uno della Asl - sarebbe quella dell'intervento dei Comuni interessati attraverso gli assessorati ai servizi sociali". In tempo di tagli agli enti locali, di mancati trasferimenti di risorse e di federalismo fiscale quasi una utopia, mentre a Brindisi l'incidenza delle patologie tumorali sulla popolazione cresce a ritmi senza eguali rispetto ad altre zone d'Italia e la gente continua a morire, nella sua sofferenza e con la beffa della negazione di una minima assistenza perché non solo ed esclusivamente sanitaria, ma socio-sanitaria.

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