Tumori, la Cgil incalza la Asl

BRINDISI – Sull’incidenza dei rumori a Brindisi, e sulle necessarie contromisure, il sindacato Funzione Pubblica della Cgil aveva già interrogato in passato la direzione della Asl di Brindisi, ma senza mai ricevere risposte. Oggi la Fp Cgil ha rilanciato le domande sul questa delicatissima e urgente questione di salute pubblica, ed ha annunciato che riproporrà per protesta le stesse domande al direttore generale Paola Ciannamea sino a quando non ci sarà un riscontro.

La sede della Asl di Brindisi

BRINDISI - Sull'incidenza dei rumori a Brindisi, e sulle necessarie contromisure, il sindacato Funzione Pubblica della Cgil aveva già interrogato in passato la direzione della Asl di Brindisi, ma senza mai ricevere risposte. Oggi la Fp Cgil ha rilanciato le domande sul questa delicatissima e urgente questione di salute pubblica, ed ha annunciato che riproporrà per protesta le stesse domande al direttore generale Paola Ciannamea sino a quando non ci sarà un riscontro.

Le domande sono queste, le ricordiamo. Preso atto che nel 2006 la Asl Brindisi ha reso pubblici i dati riguardanti un eccesso di rischio per mesotelioma, tumore maligno fortemente correlato all'esposizione ad amianto, quale è stata l'incidenza standardizzata riscontrata, sempre per mesotelioma, negli anni successivi? Per i casi di mesotelioma pubblicati nel marzo 2006, è stato svolto, successivamente (dal 2006 ad oggi), da parte della Asl Brindisi che è territorialmente competente, un approfondimento epidemiologico circa l'attività lavorativa svolta dai malati e la loro zona di residenza?

E ancora, quale è l'incidenza standardizzata dei casi di angiosarcoma epatico, linfomi non H e leucemie tra i residenti nell'area a rischio e nel resto della provincia di Brindisi? Qual è l'incidenza standardizzata di tumori maligni tra i residenti nell'area a rischio e nel resto della provincia di Brindisi? Quali sono i tassi standardizzati di incidenza per tumore pubblicati dalla Asl dopo il 2006?

Infine si ripetono altre due domande anche queste già formulate in precedenza. Come mai, pur essendo emersa in modo inequivocabile la necessità di dimensionare con certezza l'elevata incidenza dei tumori in provincia di Brindisi, al fine di formulare ipotesi sulle possibili cause e di analizzare la responsabilità di agenti cancerogeni presenti in un'area definita "ad elevato rischio di crisi ambientale", non si è fatto niente? Perché quei dati allarmanti, resi pubblici nel 2006, non sono stati approfonditi dalla Asl Brindisi, cui spettava la competenza per territorio di avviare una analisi epidemiologica? Vedremo se la Asl risponderà.

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