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Giovedì, 20 Gennaio 2022
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Viene dimesso dal "Fazzi", ma poco dopo emorragia interna lo riduce in fin di vita

BRINDISI - Dimesso dall'ospedale a mezzogiorno è costretto suo malgrado a farvi rientro in prognosi riservata per una emorragia interna. Lotta con la morte, il 68enne brindisino Giglio Luggeri, mentre all'orizzonte si profila un presunto caso di malasanità, smentito però dai responsabili sanitari, con i parenti pronti a chiedere di fare luce sulla vicenda con la formalizzazione di regolare denuncia. Secondo una prima ricostruzione dei fatti l'anziano avrebbe fatto ricorso alle cure dei medici dell'ospedale Perrino di Brindisi il 25 maggio scorso, quando dopo una caduta nella casa di campagna di contrada Formosa, avrebbe riportato ferite alla cassa toracica.

BRINDISI - Dimesso dall'ospedale a mezzogiorno è costretto suo malgrado a farvi rientro in prognosi riservata per una emorragia interna. Lotta con la morte, il 68enne brindisino Giglio Luggeri, mentre all'orizzonte si profila un presunto caso di malasanità, smentito però dai responsabili sanitari, con i parenti pronti a chiedere di fare luce sulla vicenda con la formalizzazione di regolare denuncia. Secondo una prima ricostruzione dei fatti l'anziano avrebbe fatto ricorso alle cure dei medici dell'ospedale Perrino di Brindisi il 25 maggio scorso, quando dopo una caduta nella casa di campagna di contrada Formosa, avrebbe riportato ferite alla cassa toracica.

Viste le sue condizioni i medici disposero il suo ricovero nel reparto di chirurgia toracica dell'ospedale Vito Fazzi di Lecce dove il 68enne sarebbe rimasto fino a mezzogiorno di venerdì mattina quando è stato dimesso. Tornato a casa nel corso di una serata con i parenti l'anziano diventa cianotico ed inizia a star male. Sulle prime i familiari hanno pensato all'emozione del rientro in famiglia, ma poi si sono accorti subito che si trattava di un nuovo malessere. E quindi una nuova disperata corsa al pronto soccorso dell'ospedale Perrino, dove Luggeri è arrivato in gravissime condizioni.

I medici hanno disposto il suo ricovero nel reparto di anestesia e rianimazione, per una emorragia interna in atto. Le sue condizioni sono gravissime, mentre i parenti chiedono di vederci chiaro e di sapere perchè l'anziano è stato dimesso se non era affatto guarito. "Si tratta di un episodio non connesso con la patologia per la quale il paziente era finito in cura al Fazzi", spiega il direttore sanitario del nosocomio leccese Franco Sanapo, che prosegue: "L'anziano era stato dimesso con emocromo buono e quindi non aveva emorragie; stanotte è stato nuovamente ricoverato per un'emorragia gastrica, probabilmente dovuta ad un ulcera non diagnosticata che potrebbe essersi aggravata in seguito alle cure".

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