Visite private con mezzi Asl: condanna

FASANO - Un elettromiografo della Asl, apparecchio in uso negli ambulatori di neurologia, impiegato invece per le visite private da un medico in servizio a Fasano che ne avrebbe quindi ricevuto un vantaggio personale. A scapito delle interminabili liste d’attesa. Ha patteggiato stamani durante l’udienza preliminare una pena pari a un anno e undici messi, beneficiando della sospensione condizionale, Ermanno Soave, 51 anni, in servizio (prima di dimettersi) presso il reparto di Medicina fisica e riabilitazione di Fasano.

L'ospedale di Fasano

FASANO - Un elettromiografo della Asl, apparecchio in uso negli ambulatori di neurologia, impiegato invece per le visite private da un medico in servizio a Fasano che ne avrebbe quindi ricevuto un vantaggio personale. A scapito delle interminabili liste d'attesa. Ha patteggiato stamani durante l'udienza preliminare una pena pari a un anno e undici messi, beneficiando della sospensione condizionale, Ermanno Soave, 51 anni, in servizio (prima di dimettersi) presso il reparto di Medicina fisica e riabilitazione di Fasano.

Per il professionista, dipendente Asl, nel giugno del 2012 fu chiesta dal pm Antonio Costantini al gip Giuseppe Licci la disposizione di un'ordinanza di interdizione per due mesi dalla professione. Soave era accusato di peculato e truffa, per aver svolto attività libero professionale anche durante l'orario di servizio. Insieme a lui era imputata, e tale resta avendo deciso di affrontare il processo con rito ordinario, una infermiera, Anna Carbonara, che è stata rinviata a giudizio stamani dal gup Maurizio Saso.

La Asl si e' costituita parte civile: e' stato deciso un risarcimento in favore dell'azienda pari a 72.500 euro a carico del professionista. Secondo l'impostazione dell'accusa il medico, per il quale il pm Costantini aveva chiesto l'arresto ai domiciliari, aveva anche violato le norme che regolano il regime di intramoenia.

Le indagini furono delegate ai carabinieri del Nas che accertarono le ipotesi di peculato (per l'impiego di materiale di consumo e di macchinari dell'ospedale), truffa (perché le visite private sarebbero state svolte anche durante i turni di servizio in ospedale) e abuso di ufficio (per essersi procurato un ingiusto profitto).

Il gip, un anno fa, stava per concedere la misura interdittiva della sospensione temporanea dell'attività professionale, ma vi rinunciò dopo l'interrogatorio reso dal medico. L'inchiesta, è andata comunque avanti.

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