Giovedì, 28 Ottobre 2021
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Cronache brindisine del XXI secolo avanti Cristo

Narrano le cronache d’inizio XXI secolo avanti Cristo che a Brindisi tal Maximum Pagliaribus fece opposizione ad un decreto di espulsione della sua maestra, che lo aveva spostato di banco, obbligandolo a saltare dal (Noi) Centro al Centro (democratico)

Narrano le cronache d’inizio XXI secolo avanti Cristo che a Brindisi tal Maximum Pagliaribus fece opposizione ad un decreto di espulsione della sua maestra, che lo aveva spostato di banco, obbligandolo a saltare dal (Noi) Centro al Centro (democratico). Non cambiava molto, perché entrambe le formazioni politiche contavano come il due di briscola, ma tenevano in ostaggio il podestà dell’epoca, tal Mimmus Consalis, costretto a mediare tra gli interessi e pretese di 30 consiglieri che avevano ognuno il suo partito, associazione, fondazione, pro-loco o quanto meno famiglia.

Le stesse cronache della Brundisium che fu, e che si spera non torni, narrano di tal Franco Eccelsius Renna che dopo aver invaso la città messapica con un esercito di circa 100 standisti ben armati di sasizza, turcinieddi e ottimo vino trasbordato dalla Grecia ormai in fiamme, si ritirò a vita privata nella metropoli di Ambrosia, dove teneva pubbliche lezioni di economia ai piccoli studenti, e dove, per arrotondare, durante la ricreazione moltiplicava i taralli e gli hot-dog.

Paglaribus ottenne un risarcimento di 100 corone e fu premiato da Consalis: «Dammi tu il nome di un valente assessore, anche uno ad capocchiam (Consalis amava il latino, ndr), basta che non sia di sinistra». L’assessore fu trovato in due minuti, ma per Pagliaribus arrivò la scomunica del proprio (nuovo) partito, il Centro democratico, forza che da sola poteva smuovere almeno 20-24 voti su scala nazionale. E così Pagliaribus e il pro-console Antonio da Ferrara sbatterono la porta e annunciarono: «Basta col Centro, facciamo un centrino». E per la prima volta fecero qualcosa di utile, quanto meno per le loro figlie, in procinto di convolare a nozze.

Ad Ambrosia, intanto, Franco Eccelsius Renna continuava a disquisire sulla produzione del torrone e le differenze organolettiche tra mendula riccia e confetti al cioccolato. Lo sfortunato Carlin Petrini, che passava di lì per caso, ebbe una crisi di pianto e capì che nemmeno altre 10 associazioni come Slow Food e 100 saloni “Madre Terra” avrebbero salvato l’Italia. Mentre Petrini veniva salvato con una flebo di Primitivo di Manduria Dop, al Comune di Brundisium, scrivono le cronache rinvenute sulle bacheche di Brundisium.Net, dove altissimi luminari dell’epoca filosofeggiavano su calcio, basket e cartoni animati, si distribuivano premi a pioggia.

Si narra addirittura di un riconoscimento honoris causa concesso all’usciere Toninus Cerezo, che essendosi presentato al lavoro alle 7.45 di lunedì, quasi 15 minuti prima dell’ora “legale”, si era visto accogliere dalla banda del paese, dalla stampa e dal console Consalis in persona. Sbigottito, Toninus esclamò: «Ma io ho fatto solo il mio dovere». Il console, abbastanza sconsolato, rispose: «È proprio per questo che ti premio. Qui ognuno fa i cazzi suoi, e lo premiano pure».

Intanto proprio quel giorno, a Palazzo dei Fantasmi, sede del Consolato alle opere portuali (opere peraltro mai viste), veniva approvata la legge Grimaldellum, che rappresentava una svolta importante in un settore vitale per l’economia brindisina. La legge consisteva nell’esproprio di alcuni beni ai brindisini per darli, per ragioni di pubblico interesse superiore, ad una azienda forestiera che avrebbe portato grandi traffici internazionali in un paese di cacafave.

Furono espropriati due box a tal Johnny Prudentino, il bar Betty a tal Gaetano, una officina al gommista Nicola Lusito (con la scusa che le sue gomme Michelin potevano servire alle navi), l’agenzia viaggi della famiglia Titi e la bancherella della signora Tina, che da sempre faceva le migliori granite della città . Il popolo si ribellò e invase le bacheche di Facebook, ma la ribellione durò l’arco di 12-13 post. Poi tutti tornarono a recitare bene il ruolo di pecorelle. Come era in principium, e ora e sempre, nei secoli dei secoli.

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