Domenica, 24 Ottobre 2021
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Mimmo Consales finalmente si confessa con Satyricon

Squilla il telefono in redazione. È un vecchio collega passato a miglior vita. «Buongiorno, sono Mimmo. Mi piacerebbe fare una intervista come quella della Pennetta, forse può servire a risollevare il mio indice di gradimento»

Squilla il telefono in redazione. È un vecchio collega passato a miglior vita. «Buongiorno, sono Mimmo. Mi piacerebbe fare una intervista come quella della Pennetta, forse può servire a risollevare il mio indice di gradimento».

Forse sarebbe meglio far tagliare le erbacce per le strade, ma davvero vuol fare una fanta-intervista per Satyricon? Se vuole c’è il nostro direttore, facciamo una cosa seria...

«Per carità di Dio, meglio l’Ebola. Preferisco Satyricon, è più affine alla realtà brindisina».

Cioè?

«’Na risa».

A noi sembra più una tragedia, ma sono punti di vista. Allora partiamo con la prima curiosità: va ancora a messa la domenica al seminario?

«No, ormai il Signore il miracolo lo ha fatto».

E quale sarebbe?

«Quello di farmi diventare sindaco. Poteva accadere solo per miracolo».

Qualcuno direbbe “l’ennesimo errore dei brindisini”, ma anche qui, punti di vista. A proposito di consensi, ha visto i risultati dell’ultimo sondaggio?

«No, quale? Sono brutti?»

Così e così: alla domanda “Cosa pensa di Consales sindaco?” il 67% degli intervistati ha risposto “Tutto il male possibile”, il 30% ha optato per un meno schierato “Davvero hanno eletto Consales sindaco?”, mentre il 3% ha preferito un moderato “Non è proprio per lui”.

«Beh, tutto sommato pensavo peggio. Chi ha realizzato il sondaggio?»

Mauro D’Attis e Riccardo Rossi.

«Beh, allora ho ancora speranze».

Lei si, noi brindisini un po’ meno. Ma veniamo alla vita amministrativa: avete smesso di fare cazzate oppure proseguite indefessi?

«Ci siamo dati un metodo: meno facciamo e meglio è. E ogni delibera la mandiamo alla Digos per un controllo preventivo, così non si scomodano a venire ogni giorno al Comune».

Ci sembra un buon inizio. Sindaco, cosa pensa di Emiliano che la vorrebbe mandare a casa ma non può dirlo né farlo?

«Che io vorrei fare altrettanto».

Vorrebbe tornarsene a casa?

«No, vorrei mandare a casa Emiliano, Ma anche io non posso dirlo».

Perché non pensate di farlo entrambi? Magari vi vedete la sera e vi chiarite...

«Perché c’è ancora molto da fare...»

Ecco, è proprio questo che preoccupa la gente: ogni cosa che fate la sbagliate. L’appalto per i rifiuti, il dissesto finanziario e le tasse aumentate, per non parlare della scelta degli assessori. A proposito, con quale criterio li sceglie: competenza, serietà, principi morali, idee...

«La prego, basta con queste puttanate. Non seguo criteri, mi affaccio alla porta e fuori  c’è sempre la fila di questuanti. Ma stia tranquillo che prima o poi uno buono lo troveremo».

Senta, avete di nuovo pubblicato la gara per affidare a una tv locale le riprese del consiglio comunale. Ma dobbiamo per forza offrire certi spettacoli disgustosi? Peraltro chiedete di mandare in onda ore e ore di interviste a Loiacono, Brigante, Sergi, Luperti... I genitori fanno tanti sacrifici per far studiare l’inglese ai figli, poi accendono la tv e si ritrovano davanti a certi monologhi incomprensibili perfino in italiano.

«Beh, magari i brindisini capiscono per che sorta di personaggi riescono a votare».

Nei giorni scorsi si sono ribellati anche i genitori dei bambini iscritti alla scuola europea: termosifoni arrugginiti, porte rotte, insegnanti con l’alito pesante...

«Mi faccia dire una cosa, qui la colpa è tutta loro. La scuola si chiama europea, ma si trova a Brindisi, dunque non potevano certo aspettarsi un college londinese. Per 50 euro di retta... Comunque il problema più serio lo abbiamo risolto.

Come?

«Con una fornitura extra di dentifricio».

È vero che si vuole ricandidare?

«A casa mia inizialmente hanno detto che mi vorrebbero più presente. Poi ci hanno pensato bene, e hanno optato per una nuova candidatura. Non ho capito bene se perché sono pesante o perché credono in me come sindaco. A volte è meglio non sapere».

Se dovesse smettere di fare politica tornerebbe a fare il giornalista?

«Penso di sì».

Non sarebbe invece ora di iniziare a lavorare seriamente?

«Lo sa che forse era meglio l’intervista del direttore?».

Se vuole lo chiamo subito.

«Ho detto forse».

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