Matarrelli: «Da aprile niente più carne». Finalmente un segnale di svolta

Da aprile il neo-deputato Toni Matarrelli non mangerà più carne. L'annuncio, storico quasi quanto quello della elezione di Papa Francesco, è stata data su Facebook. E subito sono arrivati i commenti dei politici locali.

Il consigliere regionale di Sel, Toni Matarrelli

Facebook si conferma la prima fonte di notizie epocali: quella di oggi ce l'ha offerta il neo deputato Antonio Matarrelli, che ha annunciato al mondo che dal mese di aprile non mangerà più carne. Il post è stato accolto in due modi: «Ma vattene a fan...», hanno scritto i mesagnesi di centrodestra; «Finalmente un grande segnale di cambiamento», hanno invece commentato i sostenitori dell'onorevole, che ammontano a svariate decine di milioni, come le recenti primarie hanno dimostrato.

Ma andiamo per ordine. Partiamo dalla pubblicazione integrale del discorso agli italiani pubblicato da Matarrelli dopo un difficile percorso eucaristico (che ricorda almeno in parte quello vissuto da Magdi Allam, passato dal fanatismo cattolico al fanatismo).

«A partire dal mese di aprile non mangerò più carne. Ci sono diversi motivi che mi spingono ad assumere questa determinazione, il primo tra tutti è il rispetto che meritano gli animali, ma anche il rispetto che noi dobbiamo a quella parte del mondo dove la gente muore di fame (basti pensare che per produrre un kg di carne occorrono undici chili di cereali). Inoltre i nutrizionisti ritengono che anche la mia salute potrebbe trarne ottimi benefici».

Sì, anche noi ci siamo chiesti se per caso a Roma Matarrelli avesse inalato fumi allucinogeni, ma poi i suoi stessi nutrizionisti ci hanno spiegato che non ci sono fumi più pericolosi di quelli brindisini, dunque si deve trattare di un problema di altra natura. Mentre in redazione realizziamo i dovuti accertamenti medico-scientifici, voi leggete alcuni commenti alla conversione di Tony nostro.

Nuccio Della Rovere: «Guarda, pur di essere diverso da voi Vendoliani, mangerò una spasella di braciole al giorno!».

Franco Colizzi: «Chiedo alla magistratura di verificare se effettivamente il deputato manterrà la promessa. A mio avviso di tratta dell'ennesimo raggiro».

Antonella Vincenti: «Anche io mangio insalata da un mese, ma se fossi stata eletta avrei mangiato filetto. Questa presa di posizione mi sembra davvero populista».

Il Movimento Cinque Stelle di Brindisi: «Non faremo accordi né con i carnivori, né con i vegetariani. Figuriamoci con i Matarrelli».

M.F. (alias il prossimo presidente della Regione, e non ridete per favore): «Accorgersi degli animali a 40 anni mi sembra un po' tardivo. Se qualcuno ha problemi di colesterolo alto, basta che lo dica. Questo è l'ennesimo segnale che la cattiva politica non finirà. Almeno fino a quando non sarò eletto io».

Nichi Vendola: «Toni, il tuo discorso è commovente quasi quanto quello d'insediamento della Boldrini. Sono davvero orgoglioso di averti candidato».

Giovanni Brigante: «Ho lasciato il Pd perché non sopportavo i wurstel alle Feste dell'Unità, figuriamoci se posso stare accanto a uno che mangia insalatine non condite».

Mimmo Consales: «Sei un demagogo e populista. Se dovessi mangiare verdure anche io, che lavoro 26 ore al giorno, la mia città non avrebbe più un grande sindaco e sarebbe allo sbando».

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