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Loiacono c'è. Renna sta e Mele pure

Per il presidente del Consiglio comunale Luciano Loiacono, ci informa un sito web locale, è stato disposto un vigile urbano. Incuriositi da questo titolo e dalla disposizione, abbiamo approfondito l’argomento, tralasciando per un attimo i grandi problemi mondiali, come la guerra tra Ciracì e Vitali e l’accettazione della candidatura da parte di Ciro Argese

LA SCORTA PER IL PRESIDENTE.
Per il presidente del Consiglio comunale Luciano Loiacono, ci informa un sito web locale, è stato disposto un vigile urbano. Incuriositi da questo titolo e dalla disposizione, abbiamo approfondito l’argomento, tralasciando per un attimo i grandi problemi mondiali, come la guerra tra Ciracì e Vitali e l’accettazione della candidatura da parte di Ciro Argese. Abbiamo così scoperto che il nostro presidente, minacciato da uno sfrattato (che gli ha detto “ti aspetto fuori”) non si sente più sereno ed ha dichiarato al giornalista: «Ho mi danno la tranquillità o io non esco più di casa».

Premesso che l’uso del verbo avere era voluto proprio per dare maggior forza alla richiesta, sembra che la prima a sostenere l’affidamento del vigile di scorta sia stata proprio la compagna di Loiacono, comprensibilmente preoccupata di doverlo avere a casa 24 ore su 24. Così la pratica è andata avanti, malgrado la contrarietà del comandante della Polizia Municipale Teodoro Nigro: «Ogni giorno ci sono a Brindisi almeno 100 ragazzi minacciati con la frase “ti aspetto fuori”, ma nessuno di loro si sogna di chiedere la scorta». 

Solidarietà a Loiacono invece è stata espressa dalle Tre Sinistre, rappresentate da Rossi, Fusco e Brigante: «Condanna assoluta per qualsiasi tipo di minaccia e violenza, ma se bastano tre parole per allontanare Loiacono e l’amministrazione Consales da Palazzo di Città, bene, allora da domani saremo tutti lì fuori ad aspettarli».

Ecco, è in certi momenti che viene nostalgia di personaggi alla Mennitti, che all’età di 70 anni, di fronte a qualche cittadino in calore si alzava e gentilmente lo invitava: «Vieni qui che ti dico due parole».

RENNA STA.
«I grandi eventi sono molto importanti per la città», ha dichiarato l’organizzatore della Fed Cup. In sala qualcuno ha mormorato: «Doveva arrivare questo da Milano per insegnarcelo...». Evidentemente l’ospite era ancora ignaro che a Brindisi “Renna sta” mentre Consales “50 e passa” (il copyright della battuta, che riportiamo pur non avendola capita perché troppo intelligente per noi, è tutto di Alfieri Carbone). Avuto il placet del milanese, Francesco Renna-sta ha iniziato a progettare i prossimi mega-eventi estivi.

A luglio il Frisedda Tomato Festival, perché a quanto pare “le frise di grano duro le mangiano in tutta l’area del Mediterraneo e dunque il prodotto va valorizzato con una bella sagra”. «Si tratta – è scritto nella delibera che stanzia 800mila euro di finanziamento - di un evento importante anche dal punto di vista sociale, perché tutti i partecipanti indosseranno la t-shirt con la scritta “No alla Xylella, qualunque cosa essa sia!”».

Ad agosto invece partirà il tour mondiale dell’anguria sarginisca, sostenuto con soli 500mila euro per ristrettezze di bilancio. Anche qui il fine è quello di “riscoprire sapori perduti e tradizioni scomparse, come la prova del melone all’atto dell’acquisto, oppure la conservazione dell’anguria sull’arenile per tenerla in fresco grazie alle onde spumeggianti”.

Cotanta poesia sarà accompagnata da degustazioni guidate di sommelier e rappresentanti di slow-food, che da mesi stanno preparandosi per presentare al meglio il prodotto con frasi del tipo: «Notate il colore rosso purpureo del cuore del frutto, evidenziato da venature intense che solcano la fetta rendendola interessante non solo da un punto di vista meramente antropologico ma anche da quello cromatico-assiale. Per non parlare del sapore, che inizia con sentori minerali che ricordano il mango e la vaniglia, per poi lasciare spazio alle spezie e al profumo di mare e cozze». E voi che pensavate di mangiare una semplice fetta di anguria.

ALLEANZA PD/MELE
Vogliamo parlarne? No, meglio di no. Quella purtroppo è una cosa seria. Anche se Michele Emiliano cerca di prenderne le distanze. Mentre qualche suo candidato prende i voti dell’alleato scomodo.

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