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Pioggia di multe sull'Enel Basket: come evitarle

Lega Basket non lascia spazio a dubbi: «La puzza di olio fritto durante tutto il corso delle partite è oramai insopportabile"

PUZZA DI FRITTO – È la multa più salata, 5000 €, finora pervenuta in contrada Masseriola. Il telegramma della Lega Basket non lascia spazio a dubbi: «La puzza di olio fritto durante tutto il corso delle partite è oramai insopportabile. L’usanza di mangiare panzerotti al palazzetto deve essere debellata, per il bene della pallacanestro». E per salvaguardare il matrimonio degli arbitri. Le mogli dei fischietti infatti hanno manifestato la volontà di scendere in sciopero per protestare contro la puzza di fritto che i mariti portano in casa ogni volta che tornano da Brindisi.

CANZONI STONATE – Da quest’anno la Lega è attenta anche alla colonna sonora delle partite: ispettori ad hoc piazzati sugli spalti sono chiamati a giudicare i cori degli ultras. E quelli del PalaPentassuglia sono stati giudicati “antistorici e monotoni”. «E va bene il rispetto delle tradizioni – è scritto nel comunicato della Federazione – ma non si può ascoltare per 76 volte lo stesso coro durante la partita. C’è bisogno di qualcosa di nuovo». 1000 euro di multa e una punizione esemplare per i capi-ultrà, costretti ad ascoltare su YouTube i migliori cori delle tifoserie del mondo. Per esempio: https://www.youtube.com/watch?v=4RmvMEEng84.

OMISSIS – Le offese agli arbitri, in caso di sconfitta, sono sempre un must da cui difficilmente si può sfuggire. Per “offese collettive del pubblico agli arbitri” al termine dell’ultimo match contro Varese, l’Enel dovrà sborsare 2500 euro. Nel verbale è stata trascritta soltanto una di queste offese, che vi proponiamo con qualche omissis in sostituzione delle parole più cruente, che potrebbero turbare la crescita dei vostri figli: «Arbitrooo, omissis omissis omissis omissis omissis omissis omissis omissis omissis omissis omissis omissis».

LO STRISCIONE OFFENSIVO – Non bastassero le offese collettive, ora ci sono anche gli striscioni ingiuriosi. Come quello esposto dagli ultrà qualche minuto prima della palla a due: «Massimo, se alla prossima partita non devi venire posso occupare il tuo posto?».

“GRADONI” ASSASSINI – Agli arbitri non è sfuggita la caduta della tifosa che si è rotta la testa cadendo dai “gradoni” della tribuna: 1000 euro di multa e l’obbligo, per gli steward, ad accompagnare tutti i tifosi fino al loro posto, per evitare che la storia si ripeta. E meno male che entro il 20?? avremo il nuovo palasport!

SECURITY TROPPO PIGNOLA – E va bene che i controlli devono essere accurati, ma nell’ultima partita gli arbitri hanno rischiato di restare fuori dal palazzetto perché nessuno si era preoccupato di metterli in lista. Perfino il presidente Nando Marino è stato costretto ad identificarsi ai cancelli d’ingresso, e siccome lo steward era un tipo nuovo, il presidente si è sentito chiedere: «Lei è proprio sicuro di essere il presidente? Oppure lo dice per darsi delle arie?». E già in quel momento Nando Marino capì che sarebbe stata una serata difficile.

PARCHEGGIO PER DISABILI – Il fenomeno denunciato da BrindisiReport durante lo scorso campionato si ripete anche quest’anno, come se nulla fosse: ad ogni partita casalinga dell’Enel, centinaia di disabili provenienti dall’Italia intera piombano al PalaPentassuglia ed occupano gli stalli del primo parcheggio. Un fenomeno davvero incredibile e inspiegabile. Chi non arriva 12 ore prima della partita trova l’ingresso del parcheggio già chiuso con il nastro bianco-rosso e si sente ripetere la solita frase: “Tutto pieno, solo disabili”. Poi però, una volta entrati nel palazzetto, è difficile scorgere carrozzelle o altri tipi di disabilità, se non quelle mentali di chi approfitta di questo trucchetto per fare il furbo o accontentare qualche caro amico. Una multa, in questo caso, la meriterebbe non la società, ma i soliti furbetti.

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