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Scu: omicidio Delle Grottaglie, in manette anche il fratello del boss Campana

BRINDISI – Si chiama “Campane Silenti” l'operazione che all'alba di questa mattina ha permesso l'arresto dei due presunti autori dell'omicidio di mafia di Massimo delle Grottaglie avvenuto nel dicembre del 2001. Ad eseguire i provvedimenti di custodia cautelare in carcere - emessi dal gip del Tribunale di Lecce su richiesta dei pubblici ministeri presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce Cataldo Motta, Alberto Santacatterina e Guglielmo Cataldi - gli agenti della Squadra Mobile, guidati dal vice questore Francesco Barnaba, e del Commissariato di Mesagne, condotti dal vice questore aggiunto Sabrina Manzone.

BRINDISI - Si chiama "Campane Silenti" l'operazione che all'alba di questa mattina ha permesso l'arresto dei due presunti autori dell'omicidio di mafia di Massimo delle Grottaglie avvenuto nel dicembre del 2001. Ad eseguire i provvedimenti di custodia cautelare in carcere - emessi dal gip del Tribunale di Lecce su richiesta dei pubblici ministeri presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce Cataldo Motta, Alberto Santacatterina e Guglielmo Cataldi - gli agenti della Squadra Mobile, guidati dal vice questore Francesco Barnaba, e del Commissariato di Mesagne, condotti dal vice questore aggiunto Sabrina Manzone.

I provvedimenti riguardano i mesagnesi: Antonio Campana, 32 anni; e Carlo Gagliardi di 36 anni. Agli arrestati vengono contestati i reati di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dall'aver commesso il fatto avvalendosi delle condizioni previste dall'art. 416 bis (associazione di stampo mafioso) ed al fine di agevolare la frangia mesagnese della Scu porto e detenzione illegale di arma da fuoco. Una indagine lunga e complessa svolta congiuntamente che ha consentito di fare piena luce sull'omicidio di Massimo Delle Grottaglie affiliato all'associazione mafiosa. Il corpo di Massimo Delle Grottaglie fu ritrovato il 16 dicembre 2001 nelle campagne di contrada Campolisio, tra Presicce e Lido Marini (nel Leccese).

La vittima era scomparsa tra il 22 ed il 23 novembre dello stesso anno: risultava tra i latitanti dell'operazione "Mediana" che portò a quasi 160 arresti. Nei giorni successivi fu la moglie a dichiararne la scomparsa. Il suo cadavere crivellato da diversi colpi di pistola fu ritrovato da un contadino seminascosto nella terra. L'attività della polizia di Stato ha riscontrato con estrema puntualità gli elementi già emersi nelle indagini consentendo, anche col recente contributo del collaboratore di giustizia Ercole Penna, di individuare mandanti, movente ed esecutori del delitto.

Con l'arresto di Antonio Campana tramonta il clan riconducibile all'omonima famiglia (operante nell'intera provincia brindisina), retto fino a qualche mese fa da Francesco Campana - (arrestato il 23 aprile scorso proprio dalla squadra mobile) ritenuto capo della Scu brindisina, latitante per circa un anno - in collaborazione col fratello Sandro arrestato nel settembre 2010. Antonio Campana, in carcere dal 2003 in seguito all'operazione "Rintocco" era uscito da quasi un mese dal carcere. L'arresto nei confronti di Carlo Gagliardi è stato notificato in carcere.

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