scuola Torchiarolo

Accorpamento, Serinelli: "Strumentale il castello costruito sulla questione Rodari"

Riceviamo e pubblichiamo un intervento del sindaco di Torchiarolo Nicola Serinelli sulla vicenda dell'accorpamento delle scuola elementare Rodari di San Pietro Vernotico all'istituto comprensivo Valesium di Torchairolo

TORCHIAROLO - Riceviamo e pubblichiamo un intervento del sindaco di Torchiarolo Nicola Serinelli sulla vicenda dell'accorpamento delle scuola elementare Rodari di San Pietro Vernotico all'istituto comprensivo Valesium di Torchairolo per effetto del piano di dimensionamento scolastico previsto dalla Regione Puglia. Disposizioni che stanno incontrando il dissenso di numerosi genitori che dopo essersi recati al Comune di San Pietro per un incontro con il sindaco, aver partecipato a riunioni con il Provveditore, non aver iscritto i propri figli alla Rodari per l'anno 2016/2017, lunedì scorso hanno manifestato davanti la scuola con un sit-in durato cinque ore

La risposta più dignitosa che desidero rendere, responsabilmente, a quelle mamme sampietrane risucchiate nella polemica sul "piano di nicola serinelli-2riordino scolastico" che ha visto la scuola "Rodari" accorpata all'Istituto Comprensivo Valesium di Torchiarolo, è rendermi parte attiva e diligente (insieme con l’ Istituto "Valzani" di San Pietro V.co e la tenuta agricola Serradei del dr Bruno Luciani) di un bando di concorso, denominato "la bellezza salvera' il territorio" , volto alla produzione di messaggi, foto, filmati, lavori di grafica ecc. che abbiano lo scopo di promuovere non solo il territorio, ma anche i valori, le tradizioni, gli usi e i costumi che hanno caratterizzato i territori di Torchiarolo e San Pietro Vernotico.

E’ l’inizio di un processo di collaborazione tra le due comunità per il loro sviluppo comune, processo che comunque non potrà che essere aperto a tutti gli operatori istituzionali e sociali di San Pietro e Torchiarolo. Sì, perchè, a differenza di taluni/e che cercano di mettere paletti per impedire la promozione di una cultura solidale e di un ambito comune tra le due realtà, io intendo invece contribuire ad allargare quell'ambito, eliminando quanto più possibile le barriere mentali e culturali, prima ancora che geografiche, che sinora hanno impedito di farci crescere come singoli e come comunità.

protesta rodari4-2Evito volutamente di entrare nella polemica politica messa in atto da chi, direttamente o indirettamente, ha interesse a fomentarla. Sento però la necessità e il dovere, anche in risposta all’articolo apparso su BrindisiReport: “Sit-in contro accorpamento scuole…”, di puntualizzare alcuni aspetti correlati alla vicenda che avrei voluto porre in evidenza già nello scorso anno, anche se non mi fu data la possibilità (pur avendone formalmente fatto richiesta più volte) da chi aveva ed ha  il potere in ambito scolastico; lo faccio come genitore, prima ancora che come amministratore sindaco della mia comunità.

Confesso intanto di essermi sentito leso ed offeso dal manifesto "allocato sul cancello della Rodari" da taluni genitori sampietrani; lo striscione recitava testualmente: "adesso, caro sindaco ... puoi mandarci  a  quel paese ..Torchiarolo". Chi ha avuto la singolare idea di mettere per iscritto il poco nobile invito e quanti lo hanno collocato alla mercè di tutti (bambini compresi), deve sapere che alla comunità di Torchiarolo sono gradite persone  educate e rispettose; consegue che “a quel paese” non ci andrà qualcuno/a che ha ancora molta strada da fare in termini  soprattutto di stile e di buona educazione civile.

Ciò detto, reputo alquanto strumentale tutto il castello costruito ad hoc sulla questione della Rodari annessa al Comprensivo Valesium, per una serie di ragioni che di seguito riporto. Alla domanda: "Cosa cambierebbe concretamente agli studenti della Rodari se la scuola passa sotto la dirigenza di Torchiarolo", si è risposto che  "ogni scuola redige il Piano dell'offerta Formativa in base al territorio in cui si trova perché ci sono attività e momenti di formazione didattica legati al territorio e alle sue tradizioni” Chiedo: il territorio di Torchiarolo è poi così diverso e lontano da quello di San Pietro? Cosa li contraddistingue in termini di tradizioni? Chi ha posto la questione conosce la storia delle due realtà? E perché la scuola non potrebbe aprirsi alla conoscenza di realtà limitrofe per recuperare una memoria storica comune? Sarebbe un bell'esempio, educativo e formativo, di apertura e di arricchimento reciproco.

Credo semmai che le uniche che potrebbero registrare qualche esiguo disagio potrebbero essere le insegnanti, costrette a fare quattro passi fino a Torchiarolo per assolvere ogni tanto ai Collegi Docenti. Ma anche qui non sarebbe bello, salutare e costruttivo uno scambio o un avvicendamento tra i due paesi, senza che per questo nessuno si senta "declassato”, come ebbe a manifestare infelicemente una docente amica affermando che Torchiarolo è sempre stato "sotto" San Pietro?  Per anni diverse docenti di Torchiarolo hanno prestato e prestano ancora il loro servizio su San Pietro senza per questo sentirsi di seconda serie. 

Riguardo poi  agli aspetti legati alla settimana corta, per cui le famiglie di San Pietro  potrebbero avere dei problemi perchè da due anni si sono organizzate col sabato festivo, rilevo, come genitore che ha raccolto molte lamentele da parte di tanti altri genitori, che la scelta della settimana corta non si è rivelata  affatto rispettosa delle esigenze del territorio e dei bisogni di molte famiglie, che lavorano anche nel prefestivo e che si sono viste costrette ad impegni economici aggiuntivi per garantire ai propri figli attività educative anche nella giornata del sabato, per ovviare i disagi di doverli lasciare soli in casa. Comunque, giusto per tranquillizzare le insegnanti e le famiglie favorevoli, la settimana corta potrà continuare a svolgersi anche se nel Comprensivo di Torchiarolo non si attua; prova ne sia la situazione dell’IISS “De Marco-Valzani”, laddove le sedi di San Pietro Vernotico e di Brindisi hanno organizzato il tempo scuola su cinque giorni, mentre la sede di Francavilla no. Organizzare la cosa in tal senso nella scuola elementare sarebbe ancora più facile visto che le maestre sono impiegate in un numero di classi minore rispetto all’impiego di docenti nella scuola superiore.

Si fa cenno anche  a problemi burocratici di segreteria, come il ritiro dei certificati che obbligherebbero i genitori a recarsi all’I.C. di Torchiarolo. Problemi che potranno essere risolti facilmente, come è stato al Valzani, con la presenza di un operatore di segreteria presso il plesso di San Pietro.

Circa poi la scelta che faranno le insegnanti in base alle proprie esigenze sia lavorative che personali, mi domando che fine farebbe la tanto decantata  “continuità didattica”, cenerentola invocata quando fa comodo e messa in secondo piano quando c’è da salvaguardare il proprio interesse personale. Molto avrei da dire ancora sulla continuità didattica. Mi risulta che la dirigente Scolastica dell’Istituto comprensivo di San Pietro abbia più volte  sostenuto che il cambiamento degli insegnanti fa bene agli alunni, perché li abitua fin da piccoli ad affrontare i cambiamenti di una società sempre in continua evoluzione. Spiace però evidenziare come non abbia avuto remora alcuna ad attuare tale tesi nella Scuola Secondaria di 1° grado quando ha disposto, pur avendone le prerogative, lo spostamento di alcuni docenti che avevano già iniziato un percorso didattico in alcune classi, procurando disagi  e sofferenze che hanno lasciato strascichi non indifferenti in alcuni  ragazzi. Anche in quel caso, così come si richiede ora, avrebbe potuto far partire il cambiamento dalle prime classi, senza interrompere bruscamente una “relazione educativa” che aveva stabilito legami profondi e dato spessore allo “star bene “ a scuola. Ma questa evidentemente era l’ultima delle preoccupazioni che interessavano la dirigente, attenta probabilmente più a salvare i principi che non  le persone.

i cartelloni affissi rodari-2Infine le mamme si domandano con una punta di sarcasmo, “se mai tutto ciò sarebbe potuto accadere in una scuola di serie "A", la Ruggero de Simone". Ritengo che su questo sarebbe il caso di aprire una seria riflessione: è giusto che a San Pietro ci siano scuole di serie A e scuole di serie B, con evidenti trattamenti diversi  per  bambini e per  famiglie? Lascio a chi di dovere il compito di valutare.

Per concludere: sarebbe forse stato più onesto, invece di trincerarsi dietro varie giustificazioni, avere il coraggio di dire la verità e cioè che l'accorpamento della Rodari al Valesium di fatto non procura tutti i disagi paventati nei confronti delle famiglie e soprattutto degli  alunni, primi ed ultimi destinatari di ogni azione educativa tesa alla loro crescita umana e sociale.

Sentivo il dovere di esprimere il mio pensiero in merito alla questione, innanzitutto per rispetto alla mia coscienza, indi per dovere di verità e, non ultimo, per rispetto alla mia città che servo come primo cittadino e che certamente non merita di sentirsi destinataria di provocazioni, non ultima quella del cartellone "adesso, caro sindaco, puoi mandarci a quel paese... Torchiarolo", dal gusto alquanto rozzo e di basso profilo che, per fortuna, non esprime la sensibilità, la dignità e la maturità di tanti altri amici sampietrani che operano ogni giorno per superare limiti e barriere e si impegnano per lo sviluppo culturale e civile delle nostre comunità. Resto a disposizione di quanti (genitori, famiglie, docenti, amministratori) siano disponibili ad un confronto sereno e costruttivo.

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