Ricordando Aldo Moro, parlando di democrazia e libertà

Per ricordare i cento anni dalla nascita del politico salentino Aldo Moro, che fu tra i fondatori della Democrazia Cristiana e tra i padri della Costituzione Italiana, l’Istituto Tecnico Industriale “Giorgi” di Brindisi, diretto da Maria Luisa Sardelli, ha organizzato venerdì sera una conferenza presso la Sala Università di Palazzo Nervegna

Adriana Zizzi e Agnese Moro

BRINDISI - Per ricordare i cento anni dalla nascita del politico salentino Aldo Moro, che fu tra i fondatori della Democrazia Cristiana e tra i padri della Costituzione Italiana, l’Istituto Tecnico Industriale “Giorgi” di Brindisi, diretto da Maria Luisa Sardelli, ha organizzato venerdì sera una conferenza presso la Sala Università di Palazzo Nervegna. All’evento, il primo organizzato a Brindisi per il centenario della nascita di Moro (che ricorrerà il 23 settembre) ha preso parte Agnese Moro, una delle figlie del giurista pugliese, che nel 1978 fu rapito e ucciso dalle Brigate Rosse. Quest’anno, come ricordato in apertura d’incontro dalla dirigente del “Giorgi”, oltre al centenario della nascita, ricorrono anche i settant’anni dell’Assemblea Costituente e i settant’anni della proclamazione della nostra Repubblica. 

Sei studenti del “Giorgi” hanno aperto la serata dedicata ad Aldo Moro leggendo le lettere di alcuni giovanissimi partigiani fucilati nel 1944, Armando Amprino e Achille Barilatti, l’epigrafe scritta da Piero Calamandrei per la “Lapide ad ignominia” dedicata al generale nazista Albert Kesselring e leggendo alcuni passi dell’intervento di Aldo Moro all’Assemblea Costituente nella seduta di giovedì 13 marzo 1947.  Una parte della band del “Giorgi” ha inoltre intervallato la serata con l’esecuzione della canzone partigiana “Bella Ciao”, “La Libertà” di Giorgio Gaber, “L’isola che non c’è” di Edoardo Bennato e “Viva l’Italia” di De Gregori. Alcuni passi salienti degli scritti di Aldo Moro sono stati invece letti dalla professoressa Marina Perdomini.

Un “padre come tutti gli altri”. Questo era naturalmente Aldo Moro per sua figlia Agnese, la quale ha ricordato alcuni momenti di vita famigliare con il padre e ricordato in particolare la sua dedizione al lavoro. Tra gli aspetti del pensiero di Aldo Moro focalizzati nel corso della serata, quello dell’acquisizione della democrazia che, per lo statista, bisognava garantire e difendere “approfondendo i valori di libertà e giustizia consacrati dalla Resistenza”.

Agnese Moro ha quindi ricordato un altro concetto fondamentale del pensiero del padre, secondo cui nessuno è escluso, nessuno è ai margini e ognuno ha la possibilità di esprimere se stesso, non contro gli altri ma in un armonico disegno comune. Agnese parla quindi di un altro aspetto di suo padre: quello della fede, che l’ha sostenuto durante i giorni della prigionia e che traspariva dalle lettere che il politico inviava alla famiglia.

Agnese Moro ricorda quindi la scorta del padre che ha avuto “la capacità di proteggerlo come lui voleva essere protetto, senza che gli venisse impedito di stare in mezzo alle persone come lui voleva stare”. Presente in sala anche la sorella di Francesco Zizzi, Adriana. Zizzi era un poliziotto della scorta di Moro. Adriana ha ricordato suo fratello e il giorno in cui perse la vita, il 16 marzo 1978.

Per ricordare questa serata il “Giorgi” ha distribuito delle cartoline al pubblico presente, la cui immagine è stata realizzata attraverso un concorso interno cui hanno preso parte gli studenti. A vincere con il suo bozzetto è stato l’alunno Antonio De Luca. La preside ha annunciato che si procederà con l’annullo postale per ricordare Aldo Moro perché “la Puglia esprime intelligenze, esprime persone che davvero danno alla nazione in tutti i termini”.

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