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E ora si ribellano gli insegnanti

BRINDISI - "Le proposte governative risultano dannose per la qualità dell'offerta formativa del sistema scolastico pubblico e del personale docente e Ata". Questa volta, però, non sono gli studenti a reclamare ad alta voce una didattica di qualità ma gli insegnanti. Il corpo docente non c'è la fa più a sostenere ritmi frenetici e non assicurare ai propri alunni una formazione idonea al loro diritto allo studio. I docenti del Liceo scientifico Enrico Fermi di Brindisi minacciano la sospensione delle attività non obbligatorie, inviando una comunicazione al dirigente scolastico Anna Maria Quarta, al Ministero dell'Istruzione e dell'Università e della Ricerca.

BRINDISI - "Le proposte governative risultano dannose per la qualità dell'offerta formativa del sistema scolastico pubblico e del personale docente e Ata". Questa volta, però, non sono gli studenti a reclamare ad alta voce una didattica di qualità ma gli insegnanti. Il corpo docente non c'è la fa più a sostenere ritmi frenetici e non assicurare ai propri alunni una formazione idonea al loro diritto allo studio. I docenti del Liceo scientifico Enrico Fermi di Brindisi minacciano la sospensione delle attività non obbligatorie, inviando una comunicazione al dirigente scolastico Anna Maria Quarta, al Ministero dell'Istruzione e dell'Università e della Ricerca.

Questa volta la schiena è ben dritta. Ad alzare il tiro, contro il disegno di legge denominato "Stabilità" proposto dal governo Monti per l'anno 2013 è il personale docente ed Ata del Liceo scientifico statale "E.Fermi" di Brindisi, riunito in assemblea il 22 ottobre scorso, con la partecipazione di Flc Cgil e Snals. Tutti gli insegnanti e il personale Ata hanno deciso di sospendere le attività non obbligatorie perchè, le proposte governative oltre ad essere dannose per la qualità dell'offerta formativa, lo sono anche (primo punto) "per i negativi riflessi sulla formazione degli allievi e per le loro famiglie - scrive il corpo docente in una nota - infatti l'aumento degli alunni per classe e l'accresciuto carico lavorativo hanno prodotto una contrazione il numero del personale docente, sempre più difficoltosamente supportato dal personale Ata, perché anch'esso soggetto alle restrizioni delle assunzioni".

Secondo punto: "Perchè, tali proposte sono lesive della dignità, per la svalutazione dell'impegno che il personale docente ed Ata della scuola pubblica da anni profonde, garantendo, in condizioni sempre più difficili, l'esplicazione di diritti costituzionalmente definiti, tanto più che si sottraggono risorse economiche alla medesima scuola pubblica, per trasferirle alle scuole non statali (ultimo finanziamento di 223 milioni di euro)".

La decisione di attuare la sospensione di alcune attività scolastiche è scaturita anche perchè (terzo punto)"le motivazioni delle citate proposte risultano offensive della professionalità dei docenti, ai quali si chiedono ulteriori 'atti di generosità', considerando, a differenza dei Paesi esteri, l'istruzione pubblica un mero costo e non un investimento".

Quarto ed ultimo punto: "La norma contestata trascura che, come riconosciuto nel Ccnl, la funzione docente consta di 18 ore di docenza, a cui si aggiungono le ore impiegate per la preparazione e correzione dei compiti in classe, per la preparazione delle lezioni, 80 ore per i rapporti con le famiglie e per la partecipazione a tutte le attività collegiali, che consentono il funzionamento della scuola".

Pertanto, il personale docente e Ata del liceo statale "E.Fermi", determina di bloccare tutte e attività su base volontaria, compresa la partecipazione come componente elettiva agli organi collegiali, quali l'operatività delle funzioni strumentali docenti e Ata; operatività delle funzioni di collaborazione del dirigente scolastico; operatività di partecipazione e progettazione di tutti i progetti previsti nel Piano dell'Offerta Formativa e finanziati dal Fondo di Istituto e infine, l'attività del gruppo sportivo.

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