Gli studenti tornano in piazza il 23

BRINDISI - Riparte la protesta degli studenti e questa volta nel mirino c'è la proposta di legge che porta come prima firma quella della parlamentare del Pdl (ed ex dirigente scolastica) Valentina Aprea, che secondo il sindacato Gilda prevede "un'autonomia senza alcun controllo da parte dello Stato, un ruolo secondario per i docenti che, non più garanti della natura pubblica della scuola statale, sono tenuti a negoziare i principi educativi".

Il corteo studentesco

BRINDISI - Riparte la protesta degli studenti e questa volta nel mirino c'è la proposta di legge che porta come prima firma quella della parlamentare del Pdl (ed ex dirigente scolastica) Valentina Aprea, che secondo il sindacato Gilda prevede "un'autonomia senza alcun controllo da parte dello Stato, un ruolo secondario per i docenti che, non più garanti della natura pubblica della scuola statale, sono tenuti a negoziare i principi educativi".

L'unione Degli Studenti Provincia di Brindisi ha convocato per il  23 aprile un sit in in piazza Rubini, nel capoluogo, alle ore 17. Il sit-in, spiega un comunicato dell'UdS provinciale, è integrato nelle iniziative che si svolgeranno il 23 in tutta italia impegnando studenti universitari e delle scuole superiori, e sarà un primo punto del percorso verso lo sciopero generale e "per una nuova Primavera calda sui temi della riforma del lavoro e della proposta di legge Aprea. Non possiamo accettare che siano presentate riforme, quali quella del lavoro ed la pdl Aprea, che vanno a ledere ed a distruggere diritti fondamentali", si legge nel comunicato dell'UdS di Brindisi.

"Sul mondo del lavoro non si fa chiarezza sull'enorme numero di contratti, non si agevola l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro con certezza, ma si punta invece a sfidare il sindacato con l'articolo 18. Sul mondo della scuola si vanno a ledere i  diritti della rappresentanza e dell'assemblea, delegandoli ai singoli regolamenti d'istituto; si fanno entrare i privati nelle scuole per finanziare, ma anche nelle scelte didattiche e negli organi collegiali. Le scuole diventano gestite dal preside in modo autonomo e, dunque, saranno scuole sicuramente orientate in base alle preferenze politiche, sociali e culturali del preside di riferimento".

Per l'UdS "è inaccettabile pensare a scuole del genere. Come si insegna ai giovani a stare nella società moderna?", si chiedono i giovani dell'Unione Degli Studenti Brindisi - "Semplicemente insegnando il rispetto delle autorità senza possibilità di scelta, rappresentanza, espressione, coscienza critica. Ci precanalizzano già a 14 anni nel mondo del lavoro, scelgono per noi, ci fanno diventare quella manodopera pronta all'uso e poco cosciente che vogliono per aumentare la produttività. Noi rispondiamo a tutto questo con proposte concrete: l'Altrariforma. Innovazione, Didattica Alternativa, Life Long Learning, Valutazione Narrativa, Referendum Studenteschi, Commissione Paritetiche".

"Idee per una scuola diversa, che non sia una nuova merce per risollevare il mercato, ma riesca a formare una classe dirigente del futuro capace di migliorare l'Italia in cui viviamo, che cresca già a contatto con esperienze di democrazia partecipata e rappresentanza. E ce n'è davvero bisogno. Peccato che la politica, di destra e di sinistra in modo condiviso, sembra sia cieca - conclude il comunicato dell'UdS - quando prende provvedimenti che ledono diritti, fanno pesare la crisi ancor più nelle tasche delle famiglie, destrutturano il welfare e non agiscono sui temi primari per risolvere la crisi".

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